Le pagelle: Gerbo non annega. Da Cruz impalpabile

29.12.2019 22:25 di Manuel Fioravanti   Vedi letture
© foto di Andrea Rosito
Le pagelle: Gerbo non annega. Da Cruz impalpabile

LEALI 5.5: Becca quattro gol dove pare avere ben poche colpe. Ne evita alcuni che potevano anticipare o comunque distribuire la goleada in un altro modo nella partita. La sua prova non sarebbe insufficiente, ma quattro reti sono sempre quattro reti...

ANDREONI 5: Passo indietro notevole del terzino bianconero. Positivo quando attacca, bisogna però ricordare che fa il difensore. Colpevole sul primo gol con un fallo ingenuo. Protagonista nell’espulsione finale che incide, se non sulla sconfitta, su un passivo più pesante.

BROSCO 5.5: Ultimo baluardo a mollare ma quando il Benevento affonda nel finale lui crolla senza poter opporre resistenza.

GRAVILLON 4.5: Prestazione imbarazzante del difensore bianconero. Perde ripetutamente Coda, regala il possesso al Benevento sul secondo gol e affonda nel finale. Davvero sciagurato.

PADOIN 5: Oggi prestazione negativa. Nelle ultime gare era risultato tra i migliori. Ma quest’oggi molti pericoli arrivano dalla sua parte.

PETRUCCI 5: Primo tempo discreto ma macchiato dal clamoroso ritardo di marcatura sul gol di Tuia. Nella ripresa è una presenza virtuale. Non contrasta, non si propone e quando lo fa è solo per scolastici passaggi all’indietro. È la cartina tornasole delle difficoltà esterne dell’Ascoli.

GERBO 6.5: Un leone in mezzo al campo per novanta minuti. Salva l’onore con sgroppate e recuperi palla. Ora però, che non torni subito in soffitta.

CAVION 6: Gran primo tempo. Scema nel finale ma la sua prova rimane importante. Uno dei pochi a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

 BRLEK 6:Prestazione discreta del centrocampista bianconero che viene inspiegabilmente tolto da Zanetti quando la sua qualità era utile per trovare passanti in area avversaria.

ARDEMAGNI 5: Altra prestazione incolore del

centravanti bianconero fuori casa. Di lui si ricordano un paio di colpi di testa che creano insidie ma anche tanti ritardi all’appuntamento col gol e qualche palla sporca non gestita al meglio.

DA CRUZ 5: Dopo un buon inizio di torneo, Da Cruz pare annegato nella mediocrità. Sbaglia tanto, si muove poco, non fraseggia coi compagni e viene limitato da difensori che hanno imparato a toglierli la profondità.

SCAMACCA 6: Entra e ci prova in tutti i modi. Facendo capire  così a Zanetti :”Mister, hai sbagliato a tenermi fuori.”

TROIANO sv

ROSSETI sv

ALL.ZANETTI 5: Andare a Benevento con Petrucci al posto di Troiano vuol dire andare in casa della prima in classifica a palleggiare e volerla dominare invece di prevedere una probabile sofferenza(che è stata) e tenere botta a essa. Vuol dire essere presuntuosi. Il cambio di Brlek fa perdere gli equilibri alla squadra. Sul secondo gol subito c’è tutto. L’esapserazione nell’uscita della palla, non necessaria sempre, e l’incapacità di Da Cruz di giocare spalle alla porta. Dove lui lo ha messo in una gara nella quale si sarebbe potuto pareggiare anche a tempo scaduto. Troppo netta la differenza di cammino tra casa e trasferta. Ci sono modi e modi di perdere. L’Ascoli non sa soffrire e tenere botta.