Alessio Da Cruz, pro e contro del giocatore olandese

Il 22enne è pronto a iniziare la sua avventura con la maglia dell'Ascoli. Corsa, tecnica e fisico sono i suoi punti di forza ma occhio all'esuberanza.
01.08.2019 00:00 di Damiano Boccalini   Vedi letture
Alessio Da Cruz, pro e contro del giocatore olandese

L’accordo era ormai nell’aria ma da oggi Alessio Da Cruz è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Ascoli. Un altro colpo importante per il ds Tesoro, che rinforza l’attacco con un giocatore che a Parma ha faticato a trovare la sua dimensione. Il 22enne olandese arriverà in bianconero con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore del Parma (società con cui è legato da un contratto fino a giugno 2022).

Che tipo di giocatore si troverà in rosa mister Zanetti? Un giocatore che abbina fisicità (alto 1.85) a buona tecnica e che fa della velocità la sua arma in più. Nasce come esterno d’attacco partendo da sinistra ma all’occorrenza può giocare anche da punta centrale e mezzala. È un giocatore molto pericoloso quando ha campo davanti a sé e può puntare l’avversario ed è dotato di un buon tempismo nel fiondarsi su palloni vaganti in area.

L’altro rovescio della medaglia di Da Cruz è l’essere un ragazzo piuttosto esuberante (così lo definì Faggiano ai tempi dell’acquisto dal Parma), come confermano anche i due rossi presi a Novara nel giro di 6 mesi che gli costarono ben 5 giornate di squalifica. Pur agendo sul fronte offensivo, il 22enne olandese ha racimolato solo 12 gol da professionista in 75 partite tra Twente e Dordrecht in Olanda e Novara, Parma e Spezia in Italia, numeri che non ci mettono di fronte a un bomber ma a un giocatore che deve ancora migliorare sotto questo aspetto.

Sarà un investimento giusto o sbagliato quello di Da Cruz? Dovessimo tirare in cielo una moneta, al momento cadrebbe sicuramente di taglio. Siamo di fronte a un 50 e 50 perché le qualità del 22enne olandese sono innegabili anche se non c’è stato ancora quel salto di qualità che tutti si aspettavano (Faggiano in primis). Spetterà a Zanetti tirare fuori il meglio dal classe 1997, mettendolo nelle migliori condizioni possibili, lavorando sulla “testa” e sulla mentalità di un ragazzo che spera di aver trovato in Ascoli la sua isola felice.