Ascoli, che piacere vederti giocare a Salerno

 di Manuel Fioravanti  articolo letto 1157 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
Ascoli, che piacere vederti giocare a Salerno

8 giornate, 8 punti. Media da retrocessione, verrebbe da dire. Ma quanto conta guardare la classifica all'inizio del torneo per una squadra che, partita quasi da zero, ha la possibilità di arrivare a 10 ? Magari a 10 non arriverà mai, ma basterebbe arrivare a 7,a 8, per garantirsi una salvezza anticipata, far divertire i propri tifosi e, mercato di gennaio permettendo, definirsi soddisfatti di quanto fatto. L'Ascoli di Salerno è una squadra in costante crescita, che riesce a coniugare bel gioco e risultati. Perchè, nonostante i tanti errori davanti alla porta, rigore compreso, alla vigilia tutti avrebbero firmato per un punto nella tana dei granata. E l'Ascoli lo ha ottenuto con pieno merito e giocando una partita buonissima. In entrambe le fasi la squadra ha mostrato identità e idee. Difesa altissima e fuorigioco sistematico, esasperato. Ripartenze ficcanti quando c'era da ripartire e impostazione ordinata e geometrica, grazie alla regia di Buzzegoli, quando c'era da impostare. Diverse le palle gol create dal Picchio. Un paio quelle per Rosseti, rigore compreso ( tre se consideriamo il piccolo ritardo avuto su un ottimo cross nel primo tempo), una per Addae, una per Carpani, una clamorosa per Baldini e un paio di tiri dalla distanza di Buzzegoli. Poco ha fatto invece la Salernitana, se non la voce grossa, ma solo a parole, dei suoi uomini più rappresentativi Zito e Vitale. Quest'ultimo ha provato a condizionare l'arbitro e impaurire Varela fin dalle prime battute, ma i risultati sono stati pressochè nulli. Coppia difensiva impenetrabile. E quando i due centrali non sono arrivati, è stato Lanni a metterci una pezza, ribadendo il suo momento di ottima condizione dopo un avvio difficile. Mogos e Pinto in costante crescita. A centrocampo, detto di Buzzegoli, Addae e Carpani hanno mostrato limiti prevedibili nella fase di impostazione ma gran lavoro in quella di distruzione. Varela e Baldini con buoni spunti hanno suggerito un Rosseti apparso sottotono e in giornata negativa. La coppia di tecnici Fiorin-Maresca sta trovando un'ottima quadratura del cerchio, una perfetta sintonia tra i reparti e una buonissima interpretazione del 4-3-3, favorito anche dal rientro di D'Urso, mezzala o trequartista che dovrebbe, nelle idee tattiche, dare il cambio di passo al centrocampo titolare, completato da Buzzegoli e uno tra Bianchi e Carpani. Davanti, le note stonate sono i gol appunto falliti, ma la speranza è che quando Favilli possa gonfiare la rete per la prima volta, possa superare questa sorta di blocco mentale che un attaccante può avere quando è a digiuno e con le polveri bagnate da qualche gara. Ora arriva il Venezia. Non è un'ultima spiaggia, siamo alla nona giornata, ma di certo una vittoria farebbe accrescere il morale del gruppo e l'autostima dei ragazzi, permettendo allo staff tecnico di lavorare con più serenità sullo ''sporco'' e su alcune situazioni ancora da migliorare.