Sangue agli occhi e veleno: è un Santo Stefano da incorniciare per il Picchio

Di fronte a più di 8 mila spettatori, i bianconeri centrano 3 punti fondamentali per la classifica e il morale del gruppo; decide Cavion.
26.12.2019 23:37 di Cristian Saluti   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Sangue agli occhi e veleno: è un Santo Stefano da incorniciare per il Picchio

Nella penultima giornata di andata di serie B l'Ascoli riceve il Pisa; per i padroni di casa è obbligatorio tornare al successo per riagganciare la zona playoff, per i toscani è l'occasione per riscattare il KO interno contro il Cosenza.

Il tecnico Zanetti propone un undici di partenza equilibrato: torna Andreoni a destra con Padoin dirottato sul versante opposto, sulla mediana spazio a Petrucci, Piccinocchi e all'inesauribile Cavion; sulla trequarti c'è Brlek alle spalle di Da Cruz e Scamacca.

Nel primo parziale sono i bianconeri ad avere il pallino del gioco e a gestire la gara nonostante non vi siano ghiotte occasioni da gol (ad eccezione della rete annullata al Picchio per offside); il Pisa è attendista e cerca di ripartire in contropiede anche se la mancanza di un vero centravanti pesa nell'economia del gioco e consente alla coppia Brosco-Gravillon di avere vita facile nei duelli fisici. Nel secondo tempo il canovaccio tattico non cambia: gli ospiti si chiudono nella propria area cercando di strappare un punto mentre i marchigiani fraseggiano pazientemente aspettando l'occasione giusta per colpire. Ed ecco che a 20 minuti dal termine gli uomini di Zanetti passano meritatamente in vantaggio facendo esplodere di gioia gli 8 mila spettatori presenti: ci pensa Cavion con una semirovesciata sfrutta un cross al bacio di Andreoni. A questo punto i nerazzurri sono costretti ad aumentare il ritmo e ad alzare il proprio baricentro ma la difesa bianconera fa buona guardia e risponde presente. L'Ascoli in contropiede avrebbe anche la possibilità di raddoppiare ma la scarsa lucidità e la stanchezza non consentono di siglare il 2-0.

Poco importa perché il match termina 1-0 e i bianconeri ottengono una vittoria che li proietta in piena lotta playoff, riscattando alla grande la negativa prestazione di Udine. Si è visto sin da subito un Picchio con gli occhi della tigre, mai domo, cattivo agonisticamente e compatto: è questo l' atteggiamento con cui bisogna scendere in campo, in casa ma anche fuori. In questa gara non semplice da sbloccare la squadra ha dimostrato pazienza e capacità di lettura nel cogliere l' occasione giusta; si è partiti con una formazione non troppo offensiva e, in corso d'opera, si è voluto dare un segnale forte con l'inserimento di Ardemagni al posto di Piccinocchi. Decisiva è stata la spinta costante sulle fasce, in particolare sulla destra con Andreoni moto perpetuo che ha sfornato l' assist decisivo e si è rivelato una spina nel fianco per la retroguardia toscana. Molto bene il muro difensivo e il solito Cavion, vero dominatore del centrocampo e autore di una rete di pregevole fattura. Da sottolineare la suggestiva coreografia allestita dai gruppi organizzati della curva nord, i quali hanno voluto omaggiare il Presidentissimo Rozzi in occasione del 25esimo anniversario della morte. La squadra ha mostrato notevoli qualità ma fatica a trovare quella continuità in trasferta che le permetterebbe di agganciare le zone nobilissime della classifica. Non c'è tempo per festeggiare perché domenica arriva la difficilissima trasferta contro la corazzata Benevento, un gruppo che non ha bisogno di presentazioni ed è al comando solitario con addirittura 12 punti in più del Pordenone secondo. Per cercare di tornare dalla Campania con un risultato positivo è necessaria una prestazione maiuscola dal punto di vista tecnico-tattico e mentale, ma il Picchio è pronto a compiere l'impresa insieme ai suoi sostenitori...