CorrAdriatico - L'Ascoli rallenta e cede al Pescara

07.10.2019 14:00 di Redazione TuttoAscoliCalcio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Corriere Adriatico
© foto di Federico Gaetano
CorrAdriatico - L'Ascoli rallenta e cede al Pescara

Per la prima volta in B l’Ascoli perde il derby casalingo con il Pescara e inanella la seconda sconfitta consecutiva. Per carità l’Ascoli resta ancora in zona playoff ma oltre al bis di sconfitte per la seconda volta gli attaccanti del Picchio restano all’asciutto. Si ha quasi la sensazione che dopo la sorpresa di inizio campionato, gli avversari abbiano capito come prendere le misure ai bianconeri che come a Cremona, salvo in qualche occasione, non sono quasi mai pericolosi. La pausa di campionato sarà proficua per ricaricare le idee e forse cambiare qualcosa tatticamente.

La linea centrale Nell’Ascoli torna bomber Scamacca dopo l’infortunio mentre Zanetti, che deve fare a meno di Ardemagni e Brosco in infermeria, dopo la cocente sconfitta di Cremona rivoluziona il centrocampo: arretra Padoin sulla fascia sinistra, inserisce Piccinocchi e Gerbo e assegna le chiavi della mediana (e la fascia di capitano) al veterano Troiano. I pescaresi sanno che la fonte principale del gioco bianconero è quella testa di calda di Ninkovic che difatti martellano a turno sotto gli occhi del tollerante arbitro Aureliano sperando magari in un gesto di reazione del serbo che conta però fino a dieci prima di sbottare. I bianconeri sono più reattivi rispetto a Cremona e soprattutto più coperti con Troiano piazzato davanti alla difesa ma le ripartenze di Da Cruz sono tumultuose quanto confusionarie tanto che i padroni di casa si fanno vedere dalle parti di Fiorillo solamente a metà della ripresa su calcio piazzato. Sulla punizione di Ninkovic la palla finisce sui piedi di Gerbo che calcia forte ma centrale, Fiorillo respinge e sulla ribattuta Scamacca in rovesciata colpisce il palo. È l’unico vero sussulto del primo tempo perchè poi gli uomini di Zanetti non si rendono più pericolosi come d’altronde gli abruzzesi che impegnano Leali solamente su un tiro dalla distanza telefonato di Machin.

La beffa Nella ripresa il canovaccio della gara non cambia fino agli ultimi dieci minuti quando l’Ascoli crolla. Troiano di testa costringe Fiorillo alla deviazione in angolo, poi è Campagnaro ad anticipare di un soffio Scamacca da due passi. Ma la beffa si materializza a due minuti dalla fine quando l’Ascoli si fa infilare in contropiede e da due passi Galano insacca. Poi nei minuti di recupero Busellato su rigore raddoppia. I sogni di gloria (pero ora) meglio riporli nel cassetto.