La Quinta vale una fuga. Inimmaginabile a ottobre ma oggi possibile. Mai nessuno sulla panchina aquilotta ha vinto cinque volte di fila in B; mai nessuno ha fatto nella stessa stagione, in 113 anni del club, 12 gare senza sconfitte tra i cadetti. Più che rincorrere il Benevento, Italiano strizza l'occhio alla storia ma lo fa come accarezzando un libro da leggere, sfogliando pagina per pagina e ne mancano 15 alla fine. Cambia ancora poche pedine, chiede sacrificio a molti, alleggerisce questi ultimi giorni di allenamento puntando sulla testa del gruppo. L’Aquila Meccanica scalda i tifosi, pronti oggi a una grande coreografia: «Il campionato è ancora lungo, tutto può accadere - ammette Italiano-, pertanto da un lato dobbiamo alimentare l'entusiasmo, dall'altra restare concentrati e mantenere i piedi piantati per terra perché non possiamo permetterci cali di tensione. Lo stadio di martedì mi ha fatto enormemente piacere, vuol dire che stiamo dimostrando di valere qualcosa». Gyasi torna tra i titolari, c'è il recupero lampo di Erlic, Mora va a sinistra e Nzola fa gli straordinari al centro dell'attacco, con Galabinov che cerca spazio fuori. C'è però da temere una squadra che all'andata vinse facile: «L'Ascoli ha qualità e talento, lotterà fino alla fine nei piani alti della classifica e arriva da un cambio di allenatore. All'andata errori individuali non ci permisero di portare a casa punti. La ricordiamo bene e faremo di tutto per riscattare quel risultato, cercando di limitare al massimo il nostro avversario». Di Gaudio parte dalla panchina ma rischia di diventare una carta importante a gara n corso. «I nuovi acquisti? L'inserimento rapido è merito soprattutto del gruppo che è unito e determinato».

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 15 Febbraio 2020 alle 13:00 / Fonte: Tuttosport
Autore: Redazione TuttoAscoliCalcio / Twitter: @TuttoAscoli
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