Lacrime, imprecazioni, bestemmie e la frase del giorno: No, non ci voglio credere! La Dea Bendata post COVID-19, è una sorta di prostituta che gratuitamente da piacere a tutti. Ai lupi cosentini, ai frastornati trapanesi, ai livornesi (ma non erano già in C?) e ai veneziani che gondolano dopo più di 7 mesi tra le acque amiche. E al Picchio? Ce lo fa credere, e poi lo sbatte al palo, e poi ce lo risbatte, permettendosi perfino di accecare la tigre serba a “porta” spalancata. C’è tanto da recriminare, ma stavolta è sembrato come, se davvero, fosse scritto.

A termine della partita (e per la verità anche prima) le più importanti pagine social dell’Ascoli (per citarne alcune: Tifi Ascoli Se, Ascoli Operazione Nostalgia, Fino alla fine Ascoli Calcio, etc.) hanno alimentato la speranza e la fiducia dei tifosi nonostante l’ennesima sconfitta. Parole, citazioni, ricordi, video. È la strada che dobbiamo imboccare. L’unica che abbiamo. Non abbiamo né il diritto né il dovere di rassegnarci. E mai come ora ben venga la comunicazione tramite i social, che ci fanno sentire meno soli, che ci fanno sfogare con gli altri. Bisogna condividere le nostre emozioni. Come disse Gauguin: Innanzitutto l’emozione, poi la comprensione.

Siamo in “guerra” e la stiamo perdendo. Abbiamo l’infermeria piena, il morale a pezzi, la fatica che ci leva le forze, e le ferite che sanguinano. Ma i soldati hanno il dovere di proteggere il proprio compagno. Di soccorrerlo nonostante tutto. Perché sentire che fuori piovono granate fa male, ma vedere un soldato che muore fa peggio. Vedere che il nostro amato Picchio, prende gli schiaffi a destra e a sinistra, ed è in caduta libera, ci fa paura. Ma non possiamo mollare, non ce lo perdoneremo mai.

Regaliamo ancora una volta al mondo intero del calcio e non, una storia che sia l’ennesimo spot dello slogan “La Gente Come Noi Non Molla Mai”. Perché i terremoti della natura sono come quelli della vita. Trasformano le case delle nostre famiglie, fatte con sacrifici e sofferenze, in ruderi. Ma l’indole umana, ha il dovere e la necessità di ricostruire e di non abbandonare il luogo, nonostante tutto, nonostante la paura, nonostante il dramma.

Perché la vita del Picchio è un brivido che vola via. È tutto un equilibrio sopra la follia (remake Vasco Rossi, Sally). Perché il brivido è un’emozione rapida, incontrollata, che ti scuote e pervade tutto il corpo, cosi come un goal del Picchio, che vola verso ogni cuore bianconero. Perché l’Ascoli, lo sappiamo tutti, è ogni giorno un equilibrio di fatti e misfatti sopra la follia. Ma è ciò che ci innamora giorno per giorno. È ciò di cui, ormai non possiamo più fare a meno. È la nostra quotidianità. È il nostro senso di amare una passione, che va oltre il calcio. È la nostra Social Catena (G. Leopardi) che ci rende unici e sempre legati gli uni agli altri in una terra che è la nostra Patria.

C’è tempo per le lacrime. E se saranno loro a prendere il posto del nostro sorriso, le conserveremo una ad una. Quelle dei piccoli dei fanciulli, quelle dei grandi e quelle dei veterani. E da li, ricostruiremo il nostro mare bianconero.

“Travolgeremo senza indugio chiunque si metterà di traverso al cammino dell’Ascoli Calcio” Ultras 1898.

Stringiamoci a coorte,

siam pronti alla morte.

siam pronti alla morte,

il Picchio chiamò.

#inasculofuroromniserupit

Sezione: Editoriale / Data: Sab 27 giugno 2020 alle 12:00
Autore: Massimo Virgili
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