Perché al Benito Stirpe c’è quel puzzo che non va mai via. Ti si attacca addosso e non va più via. In quel gioiello di stadio adibito a stile carnevalesco tutto l’anno, foggiani, palermitani e ascolani c’hanno lasciato la rabbia. Perché i ciociari giocano sempre sporco. A dir la verità ieri non hanno neanche giocato. Perché a Frosinone se domini tutta la partita alla fine capita che non vinci, ma questo è il calcio. Ma se crossi in aria e il difensore gialloblù intercetta la palla con il braccio è rigore. Se tiri una botta sulla traversa e la palla viene intercettata di nuovo con il braccio da un difensore gialloblù è rigore. Ma va bene cosi, un seggiolino almeno glielo abbiamo rotto.

Eh già, va bene cosi. Belli, maestosi e pure arrabbiati. Per la prossima partita ci presentiamo al top. Una squadra multietnica sulla carta che parla la stessa lingua del bel gioco in campo. Bertotto si è presentato in terra ciociara con una squadra che a larghi tratti ha fatto stropicciare gli occhi. Non a caso, il telecronista è intervenuto durante la partita con- L’Ascoli è una meraviglia! Peccato che poi ci si ricorda che siamo a Frosinone. Dove di bello e sano, c’è solo la moglie della nostra dinamite.

Leali tornato quello dei bei tempi, difesa rocciosa nel mezzo e propositiva nelle ripartenze. Centrocampo tutto corsa (Cavion), eleganza (Saric) e magia (Sabiri) e attacco funambolico col peperoncino Chiricò (a tratti anche folle). Peccato per quella punta che è sacrificata a giocare spalle alla porta. Forse l’unico neo. Ma l’Ascoli è bello, ci piace.

Siamo ultimi. Ma seme ‘rrajati. E tra una giocata e l’altra prima o poi la butteremo dentro. E arriveranno i punti e le vittorie. E poi magari torneremo allo stadio, prima in 1000, poi in 2000, poi in 3000 fino ai 10.000. È forse destinato ad esser solo un sogno? Forse si, ma ci sono due motivi per crederci. Uno è che sognare non costa nulla, due quando una sconfitta non ti lascia un trauma, ma bensì la consapevolezza e la convinzione della rivalsa, beh la notte è più leggera.

A Frosinone c’è sempre lo stesso acre puzzo, ma in Ascoli c’è un nuovo profumo nell’aria.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 18 ottobre 2020 alle 08:00
Autore: Massimo Virgili
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