Non è vero che nella vita l'unica certezza è il cambiamento. Nell'Ascoli l'unica certezza sono le sconfitte. Con il cambiamento. Il quarto allenatore di una stagione incredibile, Dionigi, non riesce a riportare l'Ascoli sui binari e il deragliamento verso la retrocessione è un incubo dal quale non si riesce a svegliare. Eppure rispetto alle ultime sei sconfitte nelle 7 gare disputate almeno i bianconeri hanno giocato alla pari. Poi il solito errore difensivo e la sfortuna (due pali centrati) rovinano l'intera gara. E ora la classifica dell'Ascoli inizia a preoccupare davvero. 
La mazzata
Trascorrono appena otto minuti e i bianconeri sono già sotto. Leali respinge malamente e Aramu, di testa, è più lesto ad anticipare tutti e a sbloccare il risultato. Ma stavolta il gol a freddo non manda in bambola i bianconeri come nelle ultime due gare. La reazione è rabbiosa: prima Scamacca e poi Cavion fanno capire che stavolta l'Ascoli c'è. I bianconeri sembrano tarantolati perchè consapevoli che un ulteriore sconfitta pregiudicherebbe la salvezza e per assurdo è mister Dionigi, nel silenzio spettrale dello stadio Penzo, a predicare la calma. Eppure, in trance agonistica, già a metà del secondo tempo i bianconeri rischiano di capitolare. Brosco si fa superare come un birillo, la palla finisce sui piedi di Capello che a tu per tu, leggermente spinto da dietro con furbizia da Cavion, incespica e calcia clamorosamente a lato. e nel classico adagio del calcio, nel rovesciamento di fronte l'Ascoli perviene al pareggio. Ninkovic, dalla fascia sinistra pennella in area di rigore, Scamacca brucia sul filo del fuorigioco il suo marcatore e insacca. 
La girandola
È una partita ricca di capovolgimenti di fronte con ritmi molto alti e si ha la sensazione che sia che l'Ascoli che il Venezia possano andare a segnare. Lo potrebbe fare ad esempio l'Ascoli che quasi alla mezzora spreca una clamorosa palla gol. Scamacca serve su un piatto d'argento una palla a Ninkovic che sfidando le leggi della fisica, da due passi, calcia sopra la traversa divorandosi il vantaggio. Il Venezia dopo il forcing iniziale cala di tono atletico , l'Ascoli prende in mano le redini del gioco ma Morosini e Scamacca non sanno infliggere la zampata letale. Si chiude un primo tempo con un Ascoli brillante mai visto nelle ultime sei gare. Ma è solo un'illusione.
La ripresa comincia come era finito il primo tempo: con l'Ascoli all'assalto. Brosco si vede respingere il tiro ravvicinato da Lezzerini poi è Ninkovic dalla distanza a scaldare le mani al portiere lagunare. Ma l'occasione più nitida capita a Brosco che di testa centra il palo. Ma proprio Bosco commette il fallo di mano e su punizione Firenze trafigge Leali. E proprio al 91' Andreoni colpisce il secondo palo.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 27 giugno 2020 alle 10:00 / Fonte: Corriere Adriatico
Autore: Redazione TuttoAscoliCalcio / Twitter: @TuttoAscoli
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