L'Ascoli regge solo un tempo, capitola anche a Venezia e affonda in laguna precipitando nella palude della bassa classifica. Il (presunto) patto fra mister Bertotto e la squadra, siglato nello spogliatoio dopo il deludente pareggio con l'Entella, si è squagliato come neve al sole. Si aspettava una reazione, una prova di orgoglio che potesse rimettere sui binari una squadra deragliata. E invece nulla. È vero, il Venezia dell'ex Zanetti (perchè mandarlo via l'anno scorso?) è una delle più in forma della cadetteria ma l'Ascoli ci ha messo molto del suo nella sconfitta. È mancato quello scatto tanto auspicato alla vigilia e anche dal punto di vista atletico c'è ancora molto da lavorare: gli avversari correvano il doppio. E ora? Al di là del sostegno ribadito in settimana, il patron Pulcinelli sta tornando sulla prima decisione maturata domenica scorsa: esonerare Bertotto per cercare di dare una scossa all'ambiente. Troverebbe d'accordo i tifosi che al termine dell'ennesima sconfitta hanno chiesto le dimissioni dell'allenatore.
La fiammata
Come già accaduto a Brescia e in casa con la Reggiana, il momento migliore dell'Ascoli si materializza nel primo quarto d'ora. La mossa di Sabiri trequartista disorienta e gli avversari e dopo 14 minuti l'Ascoli, a sorpresa, passa in vantaggio. Splendhofer si sgancia in avanti, serve sulla fascia sinistra Kragl: il tedesco lascia partire uno spiovente che Pucino raccoglie insaccando di piatto. Il Venezia però reagisce subito e per due volte Fiordilino divora la palla del pareggio. Da quel momento in poi l'Ascoli arretra il suo baricentro lasciando il pallino del gioco ai lagunari. E per mister Zanetti, costretto a rinunciare al regista Vacca e all'attaccante Johnsen, è un clamoroso regalo. I bianconeri annaspano e i padroni di casa cingono d'assedio la porta di Leali. Coronano i loro sforzi dopo dieci minuti dall'inizio della ripresa. Aramu, non contrastato in area di rigore, s'inventa una rovesciata che sorprende Leali. A differenza di Bertotto, impacciato, l'ex Zanetti sa leggere la partita e al quarto d'ora azzecca la sostituzione. Dentro Di Mariano che semina il panico. Sabiri nel frattempo salva sulla linea di porta ma si intuisce che prima o poi la diga davanti a Leali cederà. E il presagio, purtroppo, si concretizza poco prima della mezzora, quando Fiordalino si fa perdonare per i marchiani errori nel primo tempo e indisturbato trafigge Leali per il gol della rimonta lagunare. Bertotto prova a sparigliare le carte con quattro sostituzioni e il cambio del modulo ma salvo un contropiede di Chiricò che non angola e calcia quasi addosso a Lezzerini è sempre il Venezia a tenere in mano le redini del gioco. Nel finale, poi, Brosco si fa espellere per doppia ammonizione e per l'Ascoli è la fine.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 29 novembre 2020 alle 11:00 / Fonte: Corriere Adriatico
Autore: Redazione TuttoAscoliCalcio / Twitter: @TuttoAscoli
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