La differenza parla chiaro: 77 punti quest'anno e il secondo posto, 40 la scorsa stagione e il sestultimo. L'Ascoli ha chiuso la stagione regolare con un bilancio sul campo decisamente in crescita che gli consente non di tirare un sospiro di sollievo per la conquistata salvezza ma di poter aspirare a risbarcare sul pianeta serie B a lungo frequentato. E, dal momento che la maggior parte dei punti sono arrivati sul campo amico, è quasi d'obbligo enfatizzare il fatto che i bianconeri abbiano "fatto pace" con il Del Duca con il quale lo scorso campionato avevano avuto, sul piano del rendimento, un rapporto a dire nulla tormentato. 

Le cifre della scorsa stagione 

Nella stagione 2024-25 in casa arrivarono venti punti su quaranta. Le vittorie furono soltanto cinque e l'Ascoli dovette però contare soprattutto le sconfitte che furono nove. Il computo fu completato da cinque segni ics. Diciotto le reti segnate, ventuno le subite. Insomma, numeri che certamente ben poco si addicono a una squadra capace di sfruttare il fattore campo.  Era evidente che, nel rendimento deficitario di fine campionato, avesse inciso segnatamente l'incapacità di saper far soffiare il vento a favore quando si era davanti al pubblico amico. 

La stagione 2025-26

Ma il calcio è il regno dove nulla è scolpito nella pietra e tutto è in balia di vorticose metamorfosi. La cartina di tornasole è l'Ascoli versione interna del 2025-26 capace di più che raddoppiare le sue vittorie interne (dodici contro cinque), mantenendo inalterato il numero di pareggi (cinque allora, cinque ora) e sottoponendo a una decisa cura dimagrante e, classifica docet, benefica il computo delle sconfitte, una soltanto e peraltro con quell'Arezzo unica compagina a essergli passata davanti. E il bilancio complessivo, naturalmente, si è preso l'ascensore verso l'alto con 41 punti conquistati in casa dei 77 complessivi.  Campane a festa anche per quanto concerne la differenza reti con uno scintillante segno più davanti ai due numeri trentatrè (fatte) e nove (subite).  Il fatto che l'Ascoli sia riuscito, a differenza dello scorso campionato, a sfruttare meglio il fattore campo e a riconciliarsi con il Del Duca, quindi, non può che deporre a favore di playoff che i marchigiani non vedono  l'ora di disputare per regalarsi un sogno a forma di lettera B. 

Morale alto 

Logico, quindi, che il morale sia alle stelle. E che la mano sia tesa verso la serie B sia tesa a ragion veduta. Ma i risultati non sono mai figli del nulla e sarebbe troppo limitativo tributare meriti alla sola materia prima.  Il legno (o il marmo) lavorabile di una squadra dalle grandi potenzialità è finito sotto lo scalpello avveduto di Francesco Tomei che ne ha ricavato una scultura di risultati e classifica che è soltanto lì da apprezzare. Il pubblico gongola e, non potendo scendere in campo, sarà comunque il dodicesimo uomo dagli spalti. Ascoli ha bisogno di tornare a respirare aria di cadetteria, magari per lavorarsi poi per bene un sogno di lungo periodo di tornare a frequentare il condominio serie A.  La sfida è lanciata. .       

    

Sezione: News / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 13:40
Autore: Cristiano Comelli
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