Alla vigilia di Ascoli-Vis Pesaro, Mister Tomei ha parlato in conferenza stampa del momento della squadra, che, centrando ad Arezzo la settima vittoria consecutiva, si è regalata la speranza, a quattro giornate dalla fine, di riconquistare la B senza transitare per i playoff:
“Si è aperta questa possibilità e i ragazzi sono stati bravi a potersela giocare, mancano quattro partite, che proveremo ad interpretare al meglio. Abbiamo sempre cercato il massimo tramite il lavoro, focalizzandoci sul nostro percorso e su quello che stavamo costruendo. Il calcio è diabolico: ad Arezzo 1’ prima del gol potevamo perdere la partita e 1’ dopo l’abbiamo vinta. Nel calcio si può vincere o perdere, quello che conta è come interpreti le cose. Quello che facciamo non è migliore degli altri, non è superiore agli altri, cerchiamo solo di avere la nostra identità e i ragazzi sono focalizzati su questo. Sono contento che abbiano avuto un premio, sta a noi continuare a lavorare, non fare drammi se si perde e non essere iper esaltati se si vice una partita. Essere in questa situazione è molto piacevole, ma non abbiamo fatto nulla, ci siamo dati una speranza ed è già una bella cosa.
Fa piacere vedere che i ragazzi quotidianamente crescano come uomini, come calciatori, fisicamente e tecnicamente, hanno entusiasmo. Il loro miglioramento è stato veramente evidente, quindi complimenti a loro, che sono i protagonisti e che meritano le soddisfazioni per il lavoro che svolgono in settimana. Fra i ragazzi si è creata una bella alchimia, si rispettano, chi subentra certifica che abbiamo un gruppo sano: a Rizzo possiamo solo fare i complimenti perché ad Arezzo, in una gara che racchiudeva tutta l’annata, ha giocato un’ottima partita. Anche Corazza, quando subentra, capita che tocchi un pallone e faccia gol”.
Contro la Vis tornerà a disposizione Nicoletti, mentre sconterà la prima delle tre giornate di squalifica Agostinone, vice di Tomei:
“Mi dispiace per Pino, in queste cose si può incappare, è successo anche a me. Dobbiamo entrambi imparare a non ripetere gli errori, domani si godrà la tribuna, come ho fatto io, e speriamo che non succeda di nuovo”.
Il tecnico bianconero riporta l’attenzione sulla Vis Pesaro più che sul campionato:
“La Vis Pesaro è una squadra forte, con una sua identità, faremo di tutto perché sappiamo che sarà una partita molto dura. Le giornate sono sempre meno e pesano sempre più, soprattutto quando c’è un testa a testa. I ragazzi sanno cosa si stanno giocando, sanno che possono giocarsi le loro carte. A prescindere da come andrà, avere questa possibilità, che non c’era fino a qualche settimana fa, è un grande traguardo, ma ora pensiamo alla Vis Pesaro perché ogni partita è da giocare. Sarà una sfida durissima, che nasconde insidie, quindi massima umiltà, non bisogna esaltarsi per una partita vinta, seppur importante. Domani sera sarà l’ennesimo esame”.
Il percorso dell’Ascoli in questa stagione, a prescindere dall’esito finale, sarà narrato nei libri di storia del Club insieme ai suoi protagonisti, su tutti Mister Tomei:
“Essere ricordato fa piacere, ci mancherebbe, ma, quando dico che il merito è dei ragazzi, sono sincero. A parte che nella pratica sono loro a svolgere i compiti in campo, ma devo dire che sono stato molto fortunato ad avere un gruppo come questo. Da tanti anni faccio questo lavoro ed è raro che capiti un gruppo così bello, spesso passo del tempo con i ragazzi negli spogliatoi e mi piace scherzare come fossi un calciatore. I ruoli vanno rispettati, ma fra noi c’è una confidenza naturale, questo è un grandissimo gruppo, è giusto che vengano esaltati i ragazzi e che si prendano tutti i meriti. In settimana ho ricordato loro che il calcio è veloce, quindi è giusto prendersi i meriti, ma con la lucidità di non sentirsi ‘troppo’ perché non abbiamo fatto niente, c’è ancora una bella montagna da scalare”.
Sulla partita Sambenedettese-Arezzo, che si disputerà domani alle 14:30, ha dichiarato:
“Può darsi che la guardi, ma sapere un risultato acquisito può essere un vantaggio o uno svantaggio, allora credo che alla fine mi riposerò così la sera spero d’essere più lucido per aiutare i miei ragazzi”.
Domani lo stadio sarà ancora sold out:
“Il popolo bianconero ci sta dando moltissimo, quello che si è creato fra i ragazzi e i tifosi è molto bello. Vedere ad Arezzo, a fine gara, una condivisione di gioia è stato veramente bello, un bello spot per il calcio, in cui spesso si vedono scene opposte”.
L’ultima considerazione è sulla situazione della Nazionale italiana. A chi domanda se in Italia c’è un problema culturale, Mister Tomei risponde:
“Sì, il calcio, come tutti gli sport, è in continua evoluzione, stiamo facendo un po’ di fatica ed è giusto che ognuno, nel proprio piccolo – dal sottoscritto agli allenatori dei settori giovanili fino ai genitori – faccia qualcosa. L’ossessione per il risultato e la critica feroce non vanno bene, bisogna partire dal presupposto che i ragazzi si debbano divertire, non a caso si chiama ‘gioco del calcio’. Oltre a divertirsi, devono condividere valori, regole, apprendere la cultura della sconfitta e quella della vittoria. Poi più si cresce e più serve un metodo, degli indirizzi votati a giocare e ad essere protagonisti della partita, ma sono discorsi che implicano un cambio culturale: i genitori devono capire che, se si manda un figlio a giocare, non deve necessariamente diventare un campione, ai ragazzi bisogna insegnare a crescere, a stare in una logica di gruppo, ad apprendere dei valori. Già se riuscissimo a fare questo, sarebbe un grande passo. Sarà un discorso lungo, serve pazienza. Il calcio è uno sport bellissimo, è lo sport nazionale, siamo un popolo che quando decide di fare qualcosa la fa e la fa anche molto bene. Se guardiamo al tennis, al nuoto, all’atletica, alla Formula 1, al rugby, quando mettiamo a fuoco qualcosa, la facciamo e siamo validi. Dobbiamo prendere esempio da questi sport in cui ci sono sì interessi, ma soprattutto meritocrazia e riconoscimento del valore”.
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