Il rigore trasformato da Matteo Brunori ha regalato all’Ascoli la vittoria contro il Benevento, ma alla base dei tre punti conquistati al Del Duca c’è anche una prestazione difensiva di grande solidità.
Per la prima volta nel campionato di Serie B 2026-2027, la squadra di Francesco Tomei ha mantenuto la porta inviolata. Dopo il gol incassato sia contro l’Hellas Verona sia con la Carrarese, il Picchio è riuscito a chiudere una partita senza subire reti.
A guidare il reparto sono stati Marcos Curado e Nicholas Rizzo, protagonisti di una prova attenta contro un attacco esperto e fisico. I due centrali hanno concesso pochissimo a Salvemini, controllando anche i movimenti dei trequartisti giallorossi.
Curado leader della linea difensiva
Con la fascia da capitano al braccio, Curado ha diretto il reparto attraverso esperienza, personalità e senso della posizione. Il difensore argentino ha mantenuto alta la concentrazione anche nei momenti nei quali l’Ascoli ha portato molti uomini nella metà campo avversaria.
La partita contro il Benevento presentava diverse insidie. Salvemini poteva attaccare la profondità oppure proteggere il pallone per favorire gli inserimenti di Lamesta, Tumminello e Cherubini.
Curado ha gestito queste situazioni senza perdere il controllo della zona centrale. Ha accorciato quando necessario e protetto l’area nei momenti di maggiore pressione degli ospiti.
L’ammonizione ricevuta nel finale del primo tempo non ne ha condizionato la prestazione. Il capitano ha continuato a difendere con attenzione, evitando interventi rischiosi e aiutando i compagni a conservare l’equilibrio.
Rizzo decisivo anche nelle situazioni più pericolose
Accanto a Curado, Rizzo ha offerto una prova concreta. Il centrale ha mostrato aggressività negli anticipi e capacità di leggere le azioni prima che potessero diventare realmente pericolose.
Una delle chiusure più importanti è arrivata all’inizio della ripresa. Nonostante l’inferiorità numerica, il Benevento era riuscito a costruire una ripartenza attraverso Kouan e Salvemini. Rizzo ha compreso il pericolo e ha deviato il pallone, impedendo agli avversari di arrivare alla conclusione.
Un intervento fondamentale, perché subito dopo l’intervallo un eventuale vantaggio giallorosso avrebbe cambiato completamente la partita.
Rizzo ha anche mantenuto la necessaria lucidità dopo il confronto con Prisco che aveva portato all’espulsione del centrocampista del Benevento. Pur essendo ammonito, non si è fatto condizionare dal clima nervoso della gara.
Salvemini neutralizzato dalla coppia bianconera
Il lavoro di Curado e Rizzo ha limitato fortemente Salvemini, rimasto isolato dopo l’espulsione di Prisco. Il centravanti del Benevento ha provato a far salire la squadra e a creare spazi per gli inserimenti dei compagni, senza però trovare continuità.
Anche quando Floro Flores ha modificato lo schieramento, affidandosi alle ripartenze di Kouan e Lamesta, la difesa bianconera ha risposto con ordine.
Curado controllava la profondità, mentre Rizzo usciva sul portatore di palla. Questa alternanza ha permesso all’Ascoli di recuperare rapidamente il possesso e mantenere il Benevento lontano dalla porta di Vitale.
La solidità nasce dal lavoro di tutta la squadra
Il primo clean sheet non è solamente merito dei difensori centrali. L’intero Ascoli ha partecipato alla fase di non possesso.
Milanese ha presidiato la fascia destra con attenzione, mentre Guiebre è riuscito a combinare una grande spinta offensiva con il necessario lavoro difensivo. Corradini e Damiani hanno protetto la zona davanti alla retroguardia, limitando le ricezioni dei trequartisti avversari.
Anche gli attaccanti hanno contribuito attraverso il pressing sulla prima costruzione del Benevento. Questo lavoro collettivo ha ridotto il numero di palloni puliti giocati verso Salvemini.
Vitale ha così vissuto una partita relativamente tranquilla. Il portiere è rimasto concentrato e ha trasmesso sicurezza alla linea, intervenendo con precisione nelle uscite e nella gestione del pallone.
Primo clean sheet, segnale importante per Tomei
Nelle prime due giornate l’Ascoli aveva mostrato buone qualità offensive, ma aveva sempre concesso almeno una rete. Contro il Benevento è arrivato un passo avanti nella gestione difensiva.
Mantenere la porta inviolata permette di vincere anche quando l’attacco non riesce a concretizzare immediatamente le occasioni costruite. Il gol di Brunori è arrivato solamente all’84’, ma la solidità della retroguardia ha consentito alla squadra di continuare a cercarlo senza l’obbligo di rimontare.
Questo equilibrio sarà fondamentale durante la stagione. La Serie B propone molte partite combattute, spesso decise da un episodio o da una palla inattiva. Avere una difesa affidabile può trasformare un pareggio in una vittoria e una giornata difficile in un punto prezioso.
Gattoni aumenta la concorrenza in difesa
Nel finale Tomei ha concesso i primi minuti anche a Federico Gattoni, entrato al posto di Milanese per aiutare la squadra a difendere il vantaggio.
L’arrivo dell’ex Siviglia aggiunge esperienza internazionale, fisicità e nuove possibilità tattiche. Con Curado, Rizzo, Gattoni e Nicoletti, l’allenatore può contare su diverse soluzioni nel cuore della retroguardia.
La concorrenza interna sarà utile per mantenere alta l’attenzione e affrontare un campionato lungo. Curado e Rizzo, però, hanno inviato un messaggio chiaro: la coppia funziona e vuole continuare a essere protagonista.
Brunori ha deciso Ascoli-Benevento dagli undici metri. Dietro il suo gol, però, c’è una porta finalmente rimasta inviolata e una difesa capace di reggere fino all’ultimo secondo.
Il Picchio ha trovato il primo clean sheet stagionale. Curado e Rizzo hanno iniziato a costruire il muro bianconero.
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