Senza discussione: è Ascoli. L’equilibrio dell’andata, rovinata dal diluvio e dal rinvio, è stato rotto nettamente al ritorno. L’analisi è molto semplice, perché il Brescia non ha tirato in porta, e la squadra di Tomei ha saputo centrarla tre volte. Con la spinta di Simone Vagnozzi, coach di Sinner e ascolano, a tifare in uno stadio che ufficialmente ha contato 10.810 spettatori, ma che in realtà ne ha contenuti molti di più. Dopo due anni di Serie C e un rinnovamento societario l’Ascoli è risalito in B, vincendo una finale playoff dopo aver perso nel 1996 a Foggia ai rigori contro il Castel di Sangro e nel 2000 a Perugia nei supplementari contro l’Ancona. No, il titolo di “Regina delle Marche” voleva proprio difenderlo e ce l’ha fatta. Con pieno merito, confermando la storia di questi spareggi: da quando c’è la finale con andata e ritorno (sesta volta), vince sempre la squadra che fa la seconda partita in casa.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 23:00 / Fonte: Gazzetta.it
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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