Ascoli, ci sono impegno e schemi. Manca ancora la qualità

 di Manuel Fioravanti  articolo letto 704 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ascoli, ci sono impegno e schemi. Manca ancora la qualità

Un buon Ascoli , in quel di Tolentino, ha capitolato al cospetto della Salernitana di Bollini per 1-0. Il gol è arrivato a fine primo tempo sugli sviluppi di un calcio d'angolo, situazione di gioco già sofferta nella scorsa stagione e in parte anche in quella precedente. Si è visto comunque un buon Ascoli, che ha tenuto bene il campo e che finchè ha avuto birra, è andato anche a pressare i portatori di palla avversari. Analizzando reparto per reparto, vengono però fuori le lacune della squadra. In difesa, vicino a Gigliotti mancava il giocatore di ruolo. Augustyn e Mengoni infatti, assenti per cause fisiche, hanno lasciato posto a Carpani che si è disimpegnato al meglio ma pativa evidentemente il lavoro fuori ruolo. Sui terzini, ancora molto indietro Mogos, mentre Florio ha fatto vedere buonissimi spunti, seppur il piede invertito lo limitava molto nei cross. In fase difensiva, è stato sicuramente Gigliotti il migliore, con ottime chiusure e buon gioco sulle situazioni aeree. A centrocampo bene Buzzegoli, mentre l'infortunio di Addae ha dato spazio a Parlati, ancora acerbo ma molto volitivo. Davanti, D'Urso ha fatto intravedere buoni slalom offensivi ma poca concretezza, Bianchi a sinistra è parso decisamente un pesce fuor d'acqua e Varela è stato sicuramente il migliore dei suoi, un calciatore che se acquisisse maggior convinzione negli ultimi 16 metri, potrebbe davvero far divertire il pubblico. Favilli è ancora molto pesante, ma qualche buono spunto l'ha mostrato. L'Ascoli ha cercato sempre di giocare la palla, proporre gioco e ricercare l'azione manovrata, partendo da Gigliotti, difensore più tecnico degli altri. Da lui, il gioco usciva verso Buzzegoli che però, trovava sbocchi in verticale solo sulle zone di Varela. Nello sviluppo del gioco, si è notata la mancanza della qualità nella zona della trequarti, la cosiddetta zona di rifinitura, dove impegno e schemi ben studiati, ottimamente congegnati e perfettamente preparati, hanno cozzato con la mancanza di precisione degli interpreti. Occorrono sicuramente due calciatori validi in quella fascia di campo. Uno che possa giocare subito vicino a Favilli e che possa sdoppiarsi nel ruolo di seconda punta e trequartista, che abbia una buona propensione offensiva , ottima capacità di suggerire , dare ed attaccare la profondità, di giocare di prima e anche di realizzare, e un altro sulla corsia di sinistra, dove al momento c'è Baldini che però conosciamo poco. Stesso discorso dicasi dietro, con un centrale di affidamento da mettere nella batteria e un altro terzino , destro o sinistro, che possa apprendere da subito i dettami di Maresca. Si è vista una squadra sempre corta, che ha iniziato la fase di aggressione con Varela, Favilli, D'Urso e Bianchi, per sopperire all'inferiorità numerica dei due centrocampisti, che dunque hanno patito meno le situazioni di 3 contro 2. In fase offensiva, curiosissimo il movimento dei due esterni, entrambi pronti ad accentrarsi per accorciare e accompagnare Favilli , e mai sul fondo a cercare il cross, anche per caratteristiche. Diviene cosi fondamentale il lavoro dei terzini ad attaccare quello spazio in avanti. Ultima nota. Spesso, se non sempre, il 4-2-3-1 preveda che almeno uno dei due esterni possa attaccare il fondo. Abbiamo visto invece con Maresca e Fiorin appunto, che entrambi approfittavano del movimento di D'Urso a uscire dalla linea difensiva avversaria per ricevere palla dai centrocampisti per tagliare e avvicinarsi al centrattacco.