Per quasi vent'anni Franco Baresi è stato il simbolo del Milan e uno dei più grandi difensori della storia del calcio mondiale. Capitano, leader e punto di riferimento della Nazionale italiana, il numero 6 rossonero ha scritto pagine leggendarie contro le migliori squadre d'Europa, ma anche contro realtà che hanno reso speciale la Serie A, come l'Ascoli.

Il Picchio lo ha affrontato in ben 19 occasioni ufficiali, vivendo sfide che, pur vedendo spesso favorito il Milan, hanno regalato episodi, curiosità e aneddoti rimasti nella memoria dei tifosi bianconeri. Dal Del Duca ai grandi duelli tattici, passando per episodi sfortunati e riconoscimenti reciproci, ecco dieci storie che raccontano il rapporto tra Franco Baresi e l'Ascoli.

Il primo episodio che viene ricordato riguarda la stagione 1986-87. Durante una sfida tra Ascoli e Milan, Catello Cimmino, difensore bianconero ed ex rossonero, rimase coinvolto in un duro contrasto proprio con Baresi. L'infortunio fu particolarmente grave e compromise di fatto il finale della sua stagione. Fu una delle immagini più amare di quella partita, resa ancora più particolare dal fatto che i due avevano condiviso lo spogliatoio milanista negli anni precedenti.

Quando si parla di Franco Baresi, però, è impossibile non pensare alla celebre trappola del fuorigioco. Anche contro l'Ascoli il capitano del Milan offriva autentiche lezioni di tattica. Bastava un suo movimento in avanti e l'intera linea difensiva lo seguiva con una sincronizzazione quasi perfetta. Gli attaccanti ascolani si ritrovavano spesso oltre la linea senza nemmeno accorgersene. Quel meccanismo, perfezionato negli anni del Milan di Arrigo Sacchi, cambiò il modo di difendere nel calcio moderno.

L'ammirazione nei confronti di Baresi non arrivava soltanto dagli addetti ai lavori. Anche Costantino Rozzi, presidente che ha fatto la storia dell'Ascoli, nutriva grande rispetto per il capitano rossonero. Rozzi apprezzava soprattutto la sua intelligenza tattica, la correttezza e la capacità di guidare la squadra senza mai perdere eleganza, qualità che lo rendevano un punto di riferimento assoluto del calcio italiano.

Se il Milan era spesso superiore sul piano tecnico, il Del Duca rappresentava comunque un ostacolo complicato anche per una squadra ricca di campioni. Baresi e i suoi compagni sapevano bene che affrontare l'Ascoli davanti al pubblico marchigiano significava disputare una partita intensa, combattuta e ricca di insidie. L'atmosfera dello stadio e la determinazione del Picchio trasformavano ogni trasferta in una vera prova di maturità.

C'è poi una statistica che sorprende molti tifosi. Nonostante le 19 partite disputate contro l'Ascoli, Franco Baresi riuscì a segnare soltanto una rete al Picchio. Un dato che racconta perfettamente il suo modo di interpretare il ruolo. Pur essendo un libero moderno, capace di impostare l'azione, la sua priorità era sempre l'organizzazione difensiva e la gestione della squadra.

Per gli attaccanti ascolani, affrontare Baresi significava misurarsi con uno dei migliori difensori della storia. Il suo marchio di fabbrica non erano gli interventi spettacolari o la durezza nei contrasti, ma la capacità di anticipare ogni giocata. Spesso recuperava il pallone ancora prima che l'avversario riuscisse a controllarlo, dando l'impressione di prevedere il futuro.

Non tutti ricordano, inoltre, che il rapporto tra Franco Baresi e l'Ascoli non si limitò alla Serie A. Il capitano rossonero incrociò il Picchio anche durante gli anni difficili vissuti dal Milan in Serie B, un periodo che contribuì a rafforzare ulteriormente la sua leadership e il suo legame con la maglia rossonera. Quelle stagioni rappresentarono un momento di crescita personale che lo accompagnò fino a diventare il capitano simbolo del club.

Tra gli aspetti più apprezzati dagli avversari c'era anche il suo stile. Baresi non era un difensore che faceva ricorso alla forza fisica come prima soluzione. Preferiva leggere in anticipo le intenzioni dell'attaccante, scegliere il tempo giusto per intervenire e recuperare il pallone con pulizia. Una qualità che gli è valsa l'ammirazione di tantissimi colleghi, compresi diversi ex giocatori dell'Ascoli.

Ogni trasferta al Del Duca rappresentava inoltre un banco di prova importante per il Milan. Negli anni di Sacchi prima e di Capello poi, vincere ad Ascoli era considerato un passaggio fondamentale per una squadra che puntava allo scudetto. Baresi era il punto di riferimento di un gruppo che sapeva affrontare anche le trasferte più difficili con concentrazione e personalità.

Infine, c'è un aspetto che racconta perfettamente la grandezza del campione. Nonostante fosse uno degli avversari più temuti, Franco Baresi è sempre stato rispettato anche dalla tifoseria ascolana. La sua correttezza, la sua umiltà e il suo modo di stare in campo gli hanno fatto guadagnare la stima di ogni ambiente calcistico. Per i tifosi bianconeri vedere Baresi al Del Duca significava assistere all'opera di uno dei più grandi interpreti del ruolo di libero nella storia del calcio.

Le sfide tra Ascoli e Milan hanno regalato emozioni, battaglie sportive e pagine indimenticabili del calcio italiano. In quelle partite Franco Baresi non è stato soltanto un avversario: è stato uno dei protagonisti di un'epoca irripetibile, nella quale il Picchio riusciva a confrontarsi ad armi pari con alcuni dei club più forti del mondo.

Oggi quei ricordi rappresentano un patrimonio prezioso della storia bianconera. E tra i grandi campioni passati dal Del Duca, il nome di Franco Baresi occupa senza dubbio un posto speciale.

Sezione: News / Data: Ven 31 luglio 2026 alle 09:30
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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