L’Ascoli torna in Serie B e lo fa nel modo più convincente possibile: vincendo 2-1 al Bentegodi contro l’Hellas Verona, una delle retrocesse dalla Serie A e una delle squadre chiamate a recitare un ruolo importante nel nuovo campionato. Un successo che vale molto più dei primi tre punti, perché restituisce immediatamente l’immagine di una squadra che non ha intenzione di rinnegare l’identità costruita da Francesco Tomei.
Il copione ricorda quello della passata stagione: coraggio, esterni offensivi decisivi e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati. Dopo il vantaggio veronese firmato da Samuele Mulattieri al 21’, l’Ascoli ha aspettato il momento giusto e ha ribaltato tutto a inizio ripresa nel giro di appena tre minuti: Andrea Silipo al 53’ e Simone D’Uffizi al 56’ hanno trasformato l’1-0 nel definitivo 1-2.
Non è stata una vittoria costruita dominando per novanta minuti. Il Verona ha avuto una supremazia importante nella prima parte e ha costretto i bianconeri anche a soffrire. Proprio per questo, però, il risultato assume un valore ancora maggiore: l’Ascoli ha dimostrato di possedere già una qualità indispensabile per affrontare la cadetteria, quella di resistere senza perdere organizzazione e colpire quando la partita offre l’occasione.
Silipo e D’Uffizi, gli esterni restano l’arma di Tomei
La firma sulla prima vittoria del campionato arriva dai due uomini che meglio rappresentano il calcio offensivo di Tomei.
Silipo e D’Uffizi hanno colpito a distanza ravvicinata, ribaltando un Bentegodi che fino all’intervallo sembrava prepararsi a celebrare l’esordio vincente dell’Hellas. Invece l’Ascoli è rientrato dagli spogliatoi con un atteggiamento completamente diverso e ha punito due leggerezze della formazione di Baroni con una ferocia che racconta già molto della mentalità bianconera.
La scelta del 4-2-3-1, con Silipo, Perciun e D’Uffizi alle spalle di Chakir, ha confermato la volontà di Tomei di non snaturare la propria squadra nemmeno davanti a un avversario costruito con ambizioni importanti.
È probabilmente questo il segnale più significativo della serata.
Da neopromossa, l’Ascoli avrebbe potuto scegliere un atteggiamento estremamente prudente, abbassarsi e provare esclusivamente a contenere. Invece ha accettato i momenti di sofferenza senza rinunciare a giocare.
Tomei lo ha evidenziato chiaramente nel dopogara, parlando di una prestazione di grande spessore e sottolineando soprattutto ordine, compattezza e personalità. Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà inevitabili di una neopromossa chiamata a debuttare in uno stadio come il Bentegodi, ma ha apprezzato la capacità della squadra di rimanere fedele ai propri principi anche quando il Verona aveva il controllo della gara.
Ed è proprio questa continuità con il passato che rende la vittoria ancora più interessante: l’Ascoli è cambiato, la categoria è cambiata, ma l’identità sembra essere rimasta la stessa.
Dal Bentegodi al Del Duca: ora arriva la Carrarese
La festa finale racconta bene quanto fosse importante partire così.
Tomei ha potuto celebrare con i suoi giocatori un successo prestigioso, mentre il presidente Passeri, presente in tribuna, ha assistito al ritorno dell’Ascoli in Serie B nel modo migliore possibile. Nel settore ospiti erano presenti appena 66 sostenitori bianconeri, conseguenza delle fortissime limitazioni che avevano vietato la vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Teramo. Complessivamente al Bentegodi erano presenti 16.036 spettatori.
Un numero minuscolo rispetto a quello che avrebbe potuto accompagnare normalmente il Picchio in una trasferta così importante.
Eppure anche con pochissimi tifosi al seguito l’Ascoli ha dimostrato di non sentirsi inferiore.
Adesso lo scenario cambierà completamente.
Sabato 29 agosto alle 21 il Del Duca ospiterà Ascoli-Carrarese, prima partita casalinga del nuovo campionato. Sarà anche l’inizio di una sequenza di due gare consecutive davanti al proprio pubblico, visto che alla terza giornata arriverà il Benevento.
Il rischio, semmai, sarà pensare che il successo di Verona abbia già cambiato gli obiettivi.
Non è così. Una vittoria alla prima giornata non trasforma automaticamente una neopromossa in una candidata alle posizioni di vertice. Ma dimostra che questa squadra ha gli strumenti per competere senza paura.
Il Bentegodi ha consegnato all’Ascoli tre punti, entusiasmo e soprattutto una prima certezza: la Serie B è diversa dalla C, ma il calcio di Tomei può funzionare anche al piano superiore.
Contro la Carrarese servirà confermarlo.
Perché se Verona è stato il primo grande segnale, il Del Duca dovrà diventare il luogo nel quale costruire continuità. E dopo una partenza così, l’entusiasmo intorno al Picchio può crescere molto rapidamente.
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