Ci sono diversi motivi per i quali il pareggio ottenuto dall'Ascoli sul campo del Sudtirol vale quanto una vittoria. Si va dalla caratura che la squadra bolzanina sta dimostrando di avere, ben diversamente dallo scorso campionato quando dovette conquistare la salvezza girando la chiave della porta della vittoria ai playout al fatto che si era aggiudicata due sfide su tre lasciando a secco le avversarie anche in termini realizzativi. E, nondimeno, l'Ascoli ha dato a se stesso la conferma che cercava riguardo alla sua tenuta anche al cospetto di squadre che ti possono fare male se non le affronti con il giusto piglio di determinazione e la giusta consapevolezza dei mezzi di cui disponi. A continuare la catena della felicità per la squadra bianconera contribuisce però anche un altro fattore. 

Prima squadra a bloccare il potenziale realizzativo del Sudtirol 

Sino a questo momento, e a conferma della sua tenuta sul campo proporzionale all'ambizione di ben figurare dopo le ombre dello scorso campionato, il Sudtirol aveva sempre regalato qualche lacrima in termini di reti segnate alla concorrenza. Lo hanno sperimentato, nell'ordine,Virtus Entella, Benevento, Catanzaro, Modena e, soprattutto, l'Arezzo finito sotto davanti al pubblico amico con un poker. Arginare lo scatenato attacco sudtirolese, quindi, era tutt'altro che impresa all'acqua di rose. E a merito dell'undici di Tomei, e segnatamente, in questo caso, del suo reparto difensivo, va l'avere chiuso le linee di possibile incuneamento all'attacco bolzanino. La sola eccezione, in Italia, è stato il Genoa che ha prevalso per 1-0 risultando l'unico a violare la porta altoatesina, ma extracampionato. Considerando oltretutto che la famiglia realizzativa del Sudtirol si è progressivamente allargata arrivando a otto marcatori diversi, l'impresa dell'Ascoli di spezzare le velleità realizzative di un collettivo tanto ampio assume ancora maggiore rilevanza. 

Le due migliori difese a confronto 

Del resto ad affrontarsi erano le due migliori difese del campionato con tre reti al passivo soltanto per il Sudtirol e quattro per l'Ascoli, La formazione di Tomei non assaporava la soddisfazione di un clean sheet, divenuto il secondo stagionale, da due turni. 

Necessità di rinforzare il patrimonio offensivo 

Se la difesa ha fatto un gran lavoro, il reparto avanzato dovrebbe però entrare maggiormente in catena di produzione. Delle prime otto squadre del campionato ovvero della zona buona dove si respira aria o di promozione diretta o di playoff, quella di Tomei si è sinora rivelata la meno prolifica con sette reti all'attivo,  una sola in meno del Benevento e due meno degli altoatesini ma la metà di quelle del Palermo capolista. Vero è che la famiglia realizzativa è sinora composta di quattro giocatori ma le vie possibili sono due: o questa famiglia sforna messe più abbondante, o vi sarà la necessità che qualcuno la incrementi mettendoci anche le proprie tacche di segnatura.  

L'anello mancante 

L'Ascoli di questo primo scorcio di campionato ha evidenziato di avere le sue carte da giocare senza ombra di dubbio. Il ritorno dalla Lega Pro alla cadetteria avrebbe potuto comportare qualche problema di riadattamento che, al momento, per i bianconeri, non si è per loro fortuna mlminimamente verificato. I risultati sono lì per testimoniarlo. Sarebbe un peccato che il gran lavoro del collettivo ascolano ancora una volta ben cesellato da Tomei non si traducessero in moneta sonante, vedi playoff o altro, solo per un decollo del reparto offensivo minore di quello della concorrenza. Le possibilità ci sono e l'Ascoli lo sa. Ma esigono di tradursi in un maggior numero di reti.  

Sezione: News / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 12:56
Autore: Cristiano Comelli
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