La Storia continua. Incredibile. Pazzesco. Infinito. Dall’Inferno al Paradiso in 6 partite. Dal rischio del nulla al futuro. Dalla depressione alla speranza di riabbracciarci presto su quei gradoni che sono l’altare del nostro Amore per il Picchio. Un Amore che dal 1898 scrive pagine di storia ininterrottamente. Senza lasciare pagine bianche, con un inchiostro carico di emozioni.

Non sappiamo con certezza se Dio sia davvero l’autore di ciò che gli umani chiamano miracoli. Ma l’unica cosa certa è che l’Ascoli Calcio li fa!

Ascoli – Cittadella, la partita più importante dell’anno alle 14:00 di un venerdì pomeriggio per l’ennesima volta a stadio deserto. Eppure sia i giovani, che i lavoratori che i pensionati sparsi non solo nel Piceno ma in tutte le Marche e probabilmente oltre confine, erano, anzi eravamo, tutti li ammassati su quella tribuna, su quella curva, anche se in fondo non ci vedevamo. Perché l’essenziale è invisibile agli occhi, perché si vede bene solo col cuore. E quanti cuori erano ad occhi aperti oggi? Quanti palpitavano?

È commuovente. Un grazie, ricco tanto quanto la bellezza del nostro popolo, va alla squadra, alla dirigenza e a tutti quei tifosi che ci hanno creduto anche nei momenti più bui. Perché quest’anno di m**** ne abbiamo mangiata e ingoiata oltre il livello fisiologico consentito.

Perché quei calzettoni rossi sembrano esser un’arma divina. O meglio il miracolo di una Storia che continua. E per ogni vittoria che si conquisti, ci sia una festa che prenda vita. Non importa l’assembramento o il corteo. Si può festeggiare anche dentro sé stessi. Perché la felicità non ha luogo né misura. Ma rende tutti uguali. E noi ascolani lo siamo più degli altri.

Usiamo il bianco come sfondo su cui scrivere in nero la nostra Storia Infinita.

Per aspera ad astra. Per sempre.

Massimo Virgili

Sezione: Editoriale / Data: Ven 07 maggio 2021 alle 21:23
Autore: Manuel Baiocchi
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