Cosi esordì al termine di una sconfitta Mister Sottil: Questa squadra è indecifrabile!. Mai cosa più vera fu pronunciata. Più reale e fotografica di quel FAC tanto osannato dal Patron.

Un orgoglio, una rabbia nervosa che non ti aspetti dopo aver toccato per l’ennesima volta il fondo. E quell’abbraccio guerriero nei confronti di Bajc di tutta la squadra, sicuramente più sincero e meno affettato di quel cerchio raccolto nel pre-gara condotto da Capitan Brosco, in veste di Il Riccardo Furioso.

All’alba della partita è sempre il solito Ascoli, che sembra quello scolaretto svogliato che sa già che verrà bocciato. Quello scolaretto che prende note a raffica, di cui la maggior parte ingiuste, e poi prende l’ennesimo 4 in pagella, per un esame di difesa disastroso. Ma anche gli scolaretti più negligenti hanno il loro angelo custode, o meglio un martire da far santo. Grazie Nicola Leali, grazie di aver respinto ogni colpo avversario verso l’abisso.

E grazie Sabiri, che tra tanti inutili colpi da mago in un’arena che non ti chiedeva ciò ma solo un po' di concretezza, allo scadere hai sparato quel missile terra aria diritto in faccia alla vergogna. Chi la fa l’aspetti. Tutto legale. Capita Serra, non volevamo …

Perché credere nei miracoli calcistici ogni santo anno solare stanca e mina la fiducia anche degli incurabili sognatori. Utopia pensare di non passare per i play out. Follia criminale quella di non credere nel disputarli.

Quindi ancora una volta, serriamo i ranghi, stringiamoci a corte e spieghiamo al mondo intero che Ascoli non è eccezione ma unicità. Nel cuore, nell’anima, nella mente.

Indecifrabili ma orgogliosi.

A Pescara però servirà quella chiara cosa che si chiama – VITTORIA.

Per aspera ad astra

Sezione: Editoriale / Data: Sab 13 marzo 2021 alle 16:16
Autore: Massimo Virgili
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