L’Ascoli continua a cercare certezze in una stagione che, fin dalle prime battute, ha imposto scelte delicate e riflessioni profonde. Sulla corsia destra, contro la Pianese, è arrivato finalmente un segnale incoraggiante: Silipo ha trovato il suo primo gol stagionale, una rete che avrebbe potuto rappresentare una svolta emotiva e di classifica. Un lampo che aveva momentaneamente rimesso i bianconeri sulla strada giusta, prima che l’episodio del rigore concesso — frutto del fallo di Rizzo — vanificasse tutto, regalando il pareggio ai padroni di casa.

Un dettaglio, certo, ma anche lo specchio di un Ascoli che fatica a proteggere ciò che costruisce. E che, soprattutto, paga ancora l’assenza di alternative di peso in un reparto già colpito duramente dall’infortunio di Del Sole, arrivato quando la stagione doveva ancora entrare nel vivo.

La società, davanti a questa emergenza, ha scelto una strada precisa: niente soluzioni di ripiego, niente scommesse last-minute tra gli svincolati. Una decisione che può apparire prudente, ma che in realtà nasconde un principio chiaro: se si interviene, lo si fa per alzare davvero il livello, non per tappare una falla con un innesto qualsiasi.

Ed è qui che il discorso porta inevitabilmente a Galuppini. Un profilo che racchiude esattamente ciò che all’Ascoli è mancato in queste settimane: esperienza, personalità e una naturale propensione a prendersi responsabilità nei momenti chiave. Galuppini non è soltanto un esterno offensivo, ma un giocatore capace di incidere anche lontano dall’area, dotato di una qualità non comune sui calci piazzati e di quella leadership silenziosa che spesso fa la differenza nei campionati complicati.

In un contesto giovane e talvolta fragile, la sua presenza rappresenterebbe molto più di un rinforzo tattico. Sarebbe un riferimento, un uomo capace di trascinare i compagni, di rallentare o accelerare il gioco quando serve, di dare peso specifico a una fase offensiva che, al netto degli spunti di Silipo, continua a vivere di fiammate isolate.

Silipo, dal canto suo, ha mandato un messaggio chiaro: può crescere, può essere utile, può diventare una risorsa. Ma pensare di caricare su di lui l’intera responsabilità della corsia destra sarebbe un errore. L’Ascoli ha bisogno di equilibrio, di profondità e soprattutto di quella mentalità vincente che solo chi ha già vissuto battaglie simili può portare nello spogliatoio.

La stagione è ancora lunga, ma il tempo delle attese sta per finire. Se l’obiettivo è dare solidità al progetto e credibilità alle ambizioni, la scelta non può che andare verso un innesto di spessore. Non uno qualunque. Uno che sappia davvero fare la differenza.

Sezione: News / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 11:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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