L’Ascoli ha chiuso la partita contro la Carrarese con il 71,5% di possesso e 566 passaggi complessivi, 511 dei quali riusciti. Numeri che raccontano una superiorità evidente nella gestione del pallone, ma non spiegano interamente l’equilibrio del risultato finale.

Dominio territoriale, pochi spazi centrali

La squadra di Tomei ha costruito con pazienza attraverso Damiani, Corradini e i difensori, costringendo la Carrarese a difendersi con un blocco molto basso. Il 3-5-2 di Cioffi diventava un 5-3-2 senza palla, riducendo gli spazi tra le linee e impedendo a Perciun di ricevere con continuità alle spalle del centrocampo.

L’Ascoli ha effettuato 20 conclusioni contro le 18 degli ospiti, centrando lo specchio sei volte. Il possesso, quindi, non si è tradotto in un controllo assoluto delle occasioni: entrambe le squadre hanno costruito due grandi opportunità.

Il limite nei duelli individuali

È mancata soprattutto la capacità di superare l’avversario nell’uno contro uno. Silipo ha creato pericoli, ma ha anche perso il pallone da cui è nato il vantaggio di Abiuso. Sulla fascia opposta Guiebre ha garantito profondità, trovando però una difesa sempre numerosa.

Il pareggio è arrivato quando De Pieri ha rotto lo schema con un dribbling e un assist rasoterra per Gori. Una giocata individuale capace di aprire una struttura che il palleggio, da solo, non era riuscito a disordinare. Il vero passo successivo sarà unire possesso, accelerazioni e maggiore concretezza.

Sezione: News / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 17:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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