La vittoria contro il Bra ha confermato lo stato di salute dell’Ascoli. I gol di Mouhamed Chakir, Francesco Galuppini e Stefano Gori raccontano di un reparto offensivo prolifico e ben assortito. Tre marcatori diversi, tre soluzioni differenti, la dimostrazione che la squadra non dipende da un unico terminale.

Ma ridurre l’Ascoli ai soli numeri offensivi sarebbe limitante. La formazione guidata da Francesco Tomei è oggi un collettivo che funziona in ogni reparto: compatto in difesa, dinamico a centrocampo, imprevedibile negli ultimi trenta metri. Una struttura armonica che rende i bianconeri una delle squadre più complete del campionato.

D’Uffizi, talento finalmente al centro del progetto

Se c’è un nome che spicca sopra tutti dopo l’ultima uscita, è quello di Simone D'Uffizi. Ancora una volta tra i migliori in campo, ha abbinato qualità tecnica e sacrificio: corsa costante, inserimenti intelligenti, assist per i compagni e persino un’occasione sfiorata per iscriversi al tabellino.

D’Uffizi non è solo brillantezza estetica. È un giocatore che incide nel vivo del gioco, che lega i reparti e che sa interpretare più ruoli nella fase offensiva. La sua crescita è evidente e rappresenta una delle chiavi della stagione bianconera.

La svolta con Tomei: libertà e responsabilità

Dopo un paio d’anni trascorsi senza riuscire a esprimere appieno il proprio potenziale, D’Uffizi ha finalmente trovato la sua dimensione nell’Ascoli di Tomei. Il tecnico gli ha concesso libertà d’espressione, ma anche responsabilità tattica.

In questo nuovo assetto, il numero bianconero può svariare, accentrarsi, dialogare con gli attaccanti e inventare soluzioni. Non è più ingabbiato in compiti limitanti, ma parte attiva di un sistema che valorizza le sue doti tecniche.

Il risultato è un giocatore trasformato: più maturo, più incisivo, più determinante.

Un patrimonio tecnico da valorizzare

D’Uffizi rappresenta oggi un piccolo tesoro per la società. Un talento cresciuto internamente e ora divenuto pedina fondamentale nello scacchiere bianconero. In un campionato dove equilibrio e qualità fanno la differenza, avere un elemento capace di rompere gli schemi è un vantaggio competitivo non trascurabile.

L’Ascoli guarda avanti con ambizione, forte di una squadra solida e di individualità in crescita. E tra queste, Simone D’Uffizi brilla come simbolo di una stagione che sta finalmente esaltando il talento nascosto.

Non solo gol, dunque. Ma identità, organizzazione e un gioiello tecnico che ha trovato il palcoscenico che merita.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 15:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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