“Piutost che nient, l'è mej Piutost”
“Piuttosto che niente, è meglio il Piuttosto”
Me lo ripetevano sempre i milanesi quando abitavo da quelle parti.
Sabato al Rigamonti è stato proprio così!
Era una partita da non perdere, un risultato da raggiungere con le unghie, con i denti, con qualsiasi mezzo disponibile.
Prima frazione di gara dai ritmi blandi, partita bloccata con entrambi i portieri inoperosi. I bianconeri non hanno mai mollato e sono stati ripagati con un punto memorabile che potrà risultare decisivo nella concitata corsa finale che ci sarà in primavera .
Bellissime le immagini del gruppo coeso, felice, emozionato e compatto che in blocco corre a festeggiare e ad abbracciare i tifosi nel settore loro designato. Sembrava di rivedere quell’entusiasmo, quelle sensazioni di “Diabolica” memoria…
Senza scomodare le leggende del passato ma… che sia il presagio di una cavalcata vincente!?
Abbiamo avuto tantissime occasioni, il pareggio è strameritato, una gioia incontenibile, saliamo a 19 punti in classifica nel quintetto che gravita appaiato in zona playoff.
Risultato determinante che ci autorizza a continuare a sognare, alimenta le nostre ambizioni e da credito a questo gruppo che si sta formando e plasmando.
Si respira un’aria nuova, i giocatori si aiutano l’uno con l’altro e hanno voglia di lottare e sacrificarsi per il compagno, è tangibile.
Il gol di Ayé ci ha dato la scossa. Da quel momento non abbiamo mai smesso di provarci e crederci. Ben undici gli angoli a favore, occasioni a raffica, calci piazzati a ripetizione, uno dei quali ci ha regalato il gol del verde gigante carioca.
Finché ci sarà il Supereroe venuto dal Brasile a proteggerci il popolo bianconero sarà al sicuro.
Sei una roccia Eric, il nostro Hulk.
Tanto lo sappiamo che Eric Botteghin è soltanto il nome di copertura che usi per essere tesserato in incognito dalle Leghe per giocare a calcio, sui documenti d'infanzia siamo certi che c’è sicuramente il suo vero nome, BB, Bruce Banner.
INFRANGIBILE
Un famoso mantra di Bob Marley recita “non giudico le persone dai loro errori ma dalla loro voglia di rimediare”
Oggi Eric ha reagito proprio in questo modo.
Come un giaguaro aggressivo.
Grinta, foga e cattiveria agonistica.
Un furore incredibile.
Era evidente la voglia di farsi perdonare la svista difensiva, in concomitanza con il compagno di reparto Danilo Quaranta, che aveva scaturito la rete bresciana.
È proprio con questa determinazione che ci si va a prendere quel gol al 92º minuto.
Da un uomo perseverante.
Come diceva Nereo Rocco “In campo come nella vita”
Si vede lontano un miglio che il nostro Colosso è un uomo con gli attributi anche nella realtà di tutti i giorni.
L' Eroe che difende la Città.
Sei rassicurante Bruce Botteghin!
Il nostro Hulk bianconero
Sant'Eric da Sao Paulo do BrasiL.
Lorenco Simic è stato il solito leone indomabile, coriaceo e tempestivo. Effettua tre chiusure consecutive perfette in un momento chiave della partita. Strappa la palla dagli avversari con veemenza e irruenza, sempre reattivo e bellicoso come fosse Liam Neeson in cerca della propria figlia in “Taken, Io vi troverò”
Nicola Falasco professore impeccabile. Con il consueto mancino infiammato, elettrico e preciso disegna traiettorie complicate da leggere per gli avversari. Ottimi i suoi traversoni sempre taglienti, specialità della casa, paiono fatti col compasso. Continuamente pericoloso da calcio d'angolo, dai piazzati indiretti e sulle punizioni dirette. Guida la squadra dalla fascia in questo ruolo di regista laterale che mister Bucchi gli ha cucito addosso.
Avendo rinforzato la mediana con tre soldati inesauribili come il fenomenale e intraprendente Michele Collocolo, la diga Mirko Eramo e Mr.Centrifuga Fabrizio Caligara, anche oggi aggressivi e battaglieri nella seconda frazione di gara, in assenza del faro Marcel Buchel mancava qualcuno che gestisse il ritmo del gioco bianconero.
Ultimamente questa incombenza è diventata compito proprio del terzino padovano, che sta imparando a dettare i tempi di giocate, palla e compagni alla perfezione. Cristian Bucchi in questo periodo di resurrezione gli ha affidato le chiavi della squadra come se Nicola Falasco fosse Stefano, il misterioso personaggio de “La Grande Bellezza”, interpretato da Giorgio Pasotti, custode appunto di questa “bellezza” della Capitale, delle chiavi di Roma e dei suoi segreti.
Continua così Nic, dirigi tutti come Martin Scorsese farebbe con i suoi interpreti.
Capitan Federico Dionisi è l'emblema di questa rinascita che dura ormai da un paio di stagioni.
Ci ha regalato una nuova dimensione nel calcio che conta.
Con il solito impeccabile atteggiamento da condottiero ci ha guidati verso questa meritata rimonta.
È il nostro Tony Soprano.
Il Boss.
Federico non avrà lo stesso “Phisique du Role” di James Gandolfini ne “I Soprano”, serie-tv cult di David Chase di fine anni ‘90, probabilmente la più bella e intensa mai realizzata, ma il Capitano ha sicuramente quel carisma lì.
Da Leader.
Trascinatore coinvolgente e ispirato.
Peccato davvero per l'occasione sciupata sul traversone con il contagiri di Nic Falasco, potevano essere cinque gare a segno consecutivamente, ulteriori record infranti e classifica marcatori scalata.
Probabilmente a Brescia doveva andare così, con quel finale thriller e di sofferenza fino all’ultimo secondo per poi esplodere tutti insieme all’unisono in un urlo di gioia.
Siamo certi che il nostro bomber si è tenuto il gol in canna per stendere i suoi ex compagni e sostenitori venerdì sera al Del Duca.
Disintegrali Fede, mangiali e abbattili tutti.
Sei il nostro Top player!
Frusinate avvisato, non sarai salvato .
Buon ingresso per Christopher Lungoyi, sempre più efficace e tarantolato, trotterellante come un diavolo della Tasmania.
Amato Ciciretti, ispirato e tecnico, dipinge l’arcobaleno per il testone di Botteghin che ci regala l'emozione di un pareggio a cui abbiamo sempre creduto e che ci siamo ampiamente meritati.
Elettrico, velenoso e volenteroso Pedro Mendes. Rileva uno spento e inconsistente Cedric Gondo e si mette a fare lavoro da pivot spalle alla porta. Il suo ingresso regala la solita vivacità all’attacco bianconero che da quel momento inizia ad essere pungente e ficcante. Bellissimo il tiro alla Quagliarella indirizzato all’angolino sul quale Luca Lezzerini, poi espulso, compie un vero autentico miracolo volando sulla sinistra in stile Jan Oblak.
Continuar assim Pedro!
IL SOGNO CONTINUA
La farfalla prende sempre più forma
Regalateci una stagione in stile Inception, sognante e libidinosa. Un miraggio lungo un intero campionato, che al risveglio ci vedrà magari spalancate le porte della chimera tanto inseguita e agognata, la Serie A.
Ragionando una partita alla volta
Testa al Frosinone!
Arriva la capolista
Prendiamoci le prime pagine delle testate nazionali.
Prendiamoci la STORIA
Anche stavolta i gufi erano pronti a saltar fuori dalle loro tristi e cupe tane, ma sono stati costretti a zampettare mestamente all’indietro verso i loro tetri nascondigli bui e solitari...
NOI SIAMO VIVI
NOI SIAMO L'ASCOLI CALCIO
Andale Picchio
Fabio Bachetti
Autore: Fabio Bachetti
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