Ovvio, si voleva vincere.
Tutti volevamo i tre punti.
Ma sapete bene come si dice, lo diceva mia Nonna, e lo ribadisce Alejandro González Iñárritu nel film Amores Perros:
“Se vuoi far ridere il Buon Dio, raccontagli i tuoi progetti”
Certo, prima della partita l’idea di un pareggio come risultato avrebbe fatto storcere il naso a molti, ma dopo cento minuti di gioco, un’espulsione, guardando le dinamiche dell'incontro, questo pareggio può valere come un macigno.
Come una vittoria.
Soprattutto a livello morale.
In dieci per più di mezz'ora al cospetto di una compagine di tutto rispetto, costruita da una società ampiamente abbiente, che ha fatto ingenti investimenti nel mercato estivo.
Con un tridente che potrebbe ben figurare anche in Serie A.
Eppure noi ci siamo, diamo sempre dimostrazione di essere una squadra quadrata, alla quale scippare i punti sarà un impresa ardua per chiunque.
Pisano avvisato, verrai dilaniato.
Neanche San Ranieri Scacceri vi salverà.
Vero è che la legge “Al Del Duca non si passa” sta venendo meno. Non vinciamo in casa dal 24 ottobre, quattro partite, pare un’eternità. Ormai sembra “La legge di Brannigan”, più che quella del Del Duca.
C’è questo anatema che circonda il nostro stadio, questo sortilegio da sfatare.
Va detto però che quello cadetto è un torneo ostico, e il punto di domenica, ribadiamo, vale come una vittoria, soprattutto perché ottenuto contro una corazzata costruita per salire in Serie A al primo tentativo.
Ma la Serie B è il campionato delle squadre, dei gruppi, dei valori morali.
Non è la categoria dei singoli, degli organici milionari, delle individualità, delle Star.
Spesso ad avere successo sono i progetti ben curati, col gioco di squadra e la coesione come filosofia di base, non un'accozzaglia di figurine che giocano per se stessi.
Passando alla cronaca dell'incontro e alle valutazioni sui singoli, sono molteplici gli spunti offerti da questo agguerrito match ricco di gol ed emozioni.
Enrico Guarna, di solito provvidenziale nelle uscite, peculiarità che lo contraddistingue, stavolta commette due errori evidenti di concentrazione e valutazione, soprattutto in occasione del secondo e del terzo gol dei lariani. Non mollare Peter Parker, siamo con te.
Giusepe Bellusci braccetto di sinistra non sembra propriamente a suo agio, l’abbiamo visto più volte in affanno nei duelli. Peccato perché stava per realizzare un eurogol in stile Michael Ballack. Peppe questi colpi li ha fin dall’infanzia, quando dava spettacolo sui terreni polverosi della provincia ascolana.
Nicola Falasco ormai imprescindibile, costantemente incisivo e ficcante con i suoi piazzati taglienti, che raffinatezza.
Eric “Hulk” Botteghin stavolta non impeccabile, nonostante la sua struttura imponente è sembrato vacillare in qualche occasione al cospetto di un gigante come Alberto Cerri e due top player per la categoria come Leonardo Mancuso e Patrick Cutrone. Non smarrisce però mai la bussola e ha sempre il giusto atteggiamento quando poi serve il carattere per andarsi a prendere la rimonta.
Lorenco Simic monumentale, roccioso ed imponente. Lo ribadiamo per l'ennesima volta, mai acquisto fu più azzeccato. Probabilmente è il calciatore che ha tratto maggior beneficio dal cambiamento tattico che c'è stato durante la stagione, con il passaggio alla difesa a tre. Perde la marcatura su Mancuso in compartecipazione con Guarna in occasione del secondo gol, ma Cutrone sul cross fa una giocata pazzesca, con precisione millimetrica. Da vero gladiatore indomabile però, si va a prendere il 3 a 3 col suo capoccione ormai indispensabile per i colori bianconeri.
Prestazione mediocre per Marcello Falzerano, sostituito difatti alla fine del primo tempo da Mister Bucchi. Non dribbla, non difende nel modo giusto, non salta l’uomo, un corpo estraneo avulso dal resto della squadra. Dov'è finito il trottolino tutto sprint e accelerazioni che ci metteva sempre in difficoltà da avversario?
Fabrizio Caligara pungente e diligente, a volte sparisce dal match e non sciorina a pieno il suo immenso potenziale e le sue qualità balistiche, ma quando si accende sa come affondare il colpo e fare male. Come in occasione del palo clamoroso che ancora grida vendetta. Sarebbe stato un gol incredibile, da far venir giù i settemila presenti sugli spalti in un boato di incredulità.
Ottimo e provvidenziale l’ingresso del Trequartista Amato Ciciretti, cambia e ribalta letteralmente la partita. Come ha ribadito in conferenza stampa, è quello sulla trequarti il ruolo che preferisce, che ha sempre ricoperto fin dalle giovanili della Roma. Continuiamo a sfruttare le sue doti tecniche smisurate in quella zona del campo, perché riesce a fare davvero la differenza. Realizza un gol strabiliante con un controllo in corsa orientato da stropicciarsi gli occhi, prima di insaccare il portiere Ghidotti con un colpo da futsal di un’eleganza rara per la categoria, che classe. Non pago, disegna l’arcobaleno per il capoccione di Simic per il definitivo 3-3. Amato quando decide di giocare è un calciatore che ha i colpi per sconvolgere le partite a proprio piacimento con un colpo di genio, estraendo il famigerato “coniglio dal cilindro”. Gol e assist. Seconda rete consecutiva. Sempre al centro delle nostre sortite offensive, lo cercano tutti i compagni, davvero una prestazione convincente. Pimpante, vivace, reattivo, tecnico, voglioso, concentrato, può essere l'arma in più per questo finale di girone d’andata.
Michele Collocolo corre per tre. Che ripartenze, che falcate, è una gioia per gli occhi vederlo galoppare in campo aperto come un Purosangue Inglese Stayer. Sembra non faccia fatica, il nostro Pietro Mennea. Pecca di concentrazione in occasione del primo gol di Mancuso, ma è l'intera squadra ad essere disattenta e colta alla sprovvista. Con le sue lunghe leve, il nostro Arsenio è sempre in movimento. Pare perennemente inseguito dall’ispettore “Zazà” Koichi Zenigata.
Christopher Lungoyi agile e abile nel dribbling, ma deve fare scelte con lucidità nei passaggi ed essere più uomo squadra. Serve caparbietà, non testardaggine insensata. Come diceva Albert Einstein, ripetere la stessa cosa aspettandosi diversi risultati, quella è la follia. Puoi dare di più Chris, visto che il mister continua a darti fiducia.
Capitan Federico Dionisi ha dovuto abbandonare purtroppo anzitempo il terreno di gioco per un problema al polpaccio. Speriamo non sia nulla di grave, perché il Capitano è indispensabile, il nostro punto di riferimento. Poi con questo nuovo modulo che prevede due attaccanti, presentarsi a Pisa con il solo Pedro Mendes come punta di ruolo non sarebbe il massimo. Ti siamo vicini Fede, torna presto a dare spettacolo con la tua classe e il tuo carisma, comandando a dovere il tuo plotone bianconero.
Soufiane Bidaoui solita prestazione da Patrick Swayze in versione fantasma. Stavolta anche egoista, si divora un gol incredibile calciando in “Curva Sud” invece di servire i compagni liberi. Che ti succede Bida!? Li mangiavi gli avversari quando ti capitavano queste occasioni così ghiotte...
Cedric Gondo ha sbagliato gravemente. Ha deluso compagni, tifosi e società, con un intervento sconsiderato che gli è costato l’espulsione. Sembrava di rivedere il docu-reality “Calciatori - Giovani speranze”, quando era ancora un ragazzino bizzoso. Ora sei un uomo Cedric, devi comportarti come tale. Peccato perché era subentrato con il piglio giusto. Comunque va ringraziato, il suo “rosso” ci ha accesi, abbiamo giocato meglio in inferiorità numerica, raddoppiando impegno e concentrazione.
Pedro Mendes è tornato a mordere da cobra. Sempre vispo e combattente, sbaglia qualche scelta per troppa foga e voglia di fare, in cui dovrebbe stoppare la palla e ragionare invece di cercare la spizzata di prima con la testa, ma gli si perdona vista la tanta grinta e impegno messi in campo. Sfortunato sulla ribattuta in occasione del palo di Caligara, ma lo abbiamo visto carico ed esuberante, magari si è tenuto il gol in canna per Pisa. Buon lavoro da pivot. Vai bomber, facci godere all'Arena Garibaldi, vamos!
Del Duca dodicesimo uomo in campo, anzi stavolta undicesimo. Circa settemila anime sognanti intente a spingere i gladiatori nell'arena, colmando l’uomo in meno in campo con la voce, ristabilendo la parità numerica con tifo, sciarpe e bandiere.
Che spettacolo.
Pura magia.
* Piccola parentesi, prosegue il cammino della primavera di mister Antonino Nosdeo. Bella vittoria al "Città di Ascoli" per 3-2 contro i granata della Salernitana, con Franzolini, Gennari, Palazzino, Piermarini, Cozzoli e Del Moro sugli scudi.*
Tornando al match di domenica contro i lariani, bellissima partita, vibrante e accesa sino al termine.
Un punto a testa, non benissimo in ogni frangente, vero, ma per come si era messa la gara è obbligatorio sottolineare la grande rimonta.
Abbiamo risalito la china ben due volte, questo denota carattere e attributi.
Rimaniamo fuori dalla zona play-off, a -1 da Ternana e Sud Tirol , ma siamo carichi.
Dobbiamo limare i dettagli, rivedere la fase difensiva, essere più incisivi.
Crederci sempre.
Il portiere avversario, Simone Ghidotti, è risultato tra i migliori in campo, nonostante fossimo in inferiorità numerica.
La dice lunga sulla nostra mentalità.
Non moriamo mai, non crolliamo mai, non molliamo mai!
Domani andremo a Pisa senza lo squalificato Gondo e Capitan Dionisi, ma non temiamo nulla.
Dovete abbatterci per annientarci.
Come canta Salmo in “1984”, una delle sue canzoni più belle, vere e autobiografiche “dalle esperienze impari, spali me*da a quintali, e anche se mi spari c’ho la pelle come i cinghiali”
Il Picchio è così, forte, robusto e resistente come un suide selvaggio, vi servono pallottole e cartucce più grandi per farci crollare.
Se ci date modo di farlo, noi ci rialziamo sempre.
Perché siamo ascolani, la perseveranza è scritta nel nostro codice genetico, la parola mollare è vietata nel nostro vocabolario.
Tutti insieme, compatti e sognanti, affiatati e coesi, festanti e sonanti, sotto i colori e la fede che ci uniscono da sempre.
Una sola famiglia, un blocco unico che insegue un sogno comune.
L’unità di intenti è la chiave di (S)volta.
Come dice Edward Furlong, uno dei migliori attori del pianeta che si è purtroppo perso dentro vizi e debolezze, durante il finale del film cult del 1998 “American History X” :
“Suppongo che a questo punto dovrò dirle cos'ho imparato. La conclusione, giusto? Beh, la mia conclusione è che l'odio è una palla al piede: la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati. Non ne vale la pena. Derek dice che bisogna sempre terminare una tesina con una citazione, dice che c'è sempre qualcuno che ha detto una cosa nel migliore dei modi, perciò se non riesci a fare di meglio, ruba da lui e farai la tua figura. Ho scelto una citazione che penso le piaccia: "Non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può averci fatto vacillare, non deve rompere i profondi legami del nostro affetto. Le corde mistiche della memoria risuoneranno quando verranno toccate, come se a toccarle fossero i migliori angeli della nostra natura." [citando Abramo Lincoln]
Trema Pisa, stiamo arrivando.
Ascoli Calcio, sempre con te.
Invadiamo la Toscana!
Andale Picchio
Fabio Bachetti
Autore: Fabio Bachetti
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