Con tutte le attenuanti del caso, alcune evidenti e altre oggettive, resta una sensazione difficile da ignorare: questo Ascoli non è più quello visto a inizio stagione. L’inferiorità numerica maturata già nel primo tempo e le condizioni al limite del campo di Piancastagnaio spiegano parte delle difficoltà, ma non possono cancellare un dato più profondo, che riguarda identità, continuità e rendimento.

L’Ascoli Calcio sta vivendo un momento di flessione che va oltre il singolo episodio.

Le attenuanti ci sono, ma non bastano

Restare in dieci uomini così presto incide inevitabilmente sull’andamento di una partita, così come giocare su un terreno quasi impraticabile complica qualsiasi piano tattico. Sono elementi reali, che vanno contestualizzati. Ma il problema dell’Ascoli non nasce solo da Piancastagnaio.

Il rendimento recente racconta una squadra che fatica a imporsi, a gestire i momenti chiave e a dare continuità ai risultati. Le difficoltà non sono isolate, ma si trascinano da più settimane.

Una sola vittoria e troppi rimpianti

Il dato che pesa di più è la striscia recente: una sola vittoria nelle ultime gare, quella contro il Forlì Calcio. Troppo poco per una squadra costruita con ambizioni importanti e che, per qualità tecnica complessiva, avrebbe dovuto recitare un ruolo da protagonista assoluta.

Il terzo posto, oggi, non è più una posizione di comfort ma un traguardo da difendere con attenzione, perché alle spalle la concorrenza cresce e il margine si assottiglia.

Dal potenziale alla realtà: qualcosa si è inceppato

A inizio stagione l’Ascoli aveva mostrato solidità, personalità e una chiara identità. Col passare delle giornate, però, quella brillantezza si è affievolita. La squadra appare più fragile nei momenti di difficoltà, meno incisiva quando c’è da fare la partita.

Ed è qui che nasce il vero rammarico: per livello tecnico e profondità della rosa, anche considerando che si tratta di un gruppo nuovo, l’Ascoli avrebbe dovuto lottare stabilmente per il primo posto. Oggi, invece, si ritrova a guardarsi alle spalle.

Un terzo posto da blindare

Il rischio ora è duplice. Da un lato perdere ulteriore terreno dalle prime posizioni, dall’altro vedere compromesso anche l’attuale piazzamento. Il terzo posto resta un obiettivo fondamentale, ma va protetto con prestazioni convincenti e una ritrovata solidità mentale.

Serve una reazione, più caratteriale che tattica. Ritrovare compattezza, fiducia e fame agonistica è diventato prioritario.

Tempo di risposte, non di alibi

Le giustificazioni aiutano a leggere le partite, ma non possono diventare un rifugio. L’Ascoli è chiamato a dimostrare di essere ancora quella squadra che, nei primi mesi, aveva acceso entusiasmo e aspettative.

Il campionato non aspetta e le gerarchie si ridefiniscono in fretta. Ora tocca al Picchio: o ritrova se stesso, o il rischio è quello di trasformare una stagione nata per vincere in una lunga rincorsa difensiva.

Sezione: News / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 13:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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