La fotografia economica della Lega Pro 2025-2026 racconta un campionato profondamente eterogeneo, dove convivono ambizioni da alta classifica e modelli di gestione improntati alla sopravvivenza. A guidare la graduatoria del monte ingaggi è il Catania FC, che si conferma la società con il budget più elevato dell’intera categoria.

Secondo il documento ufficiale relativo all’estrazione del 5 febbraio 2026, il club etneo sostiene un costo complessivo di 14.210.854 euro, suddiviso tra 8.054.604 euro di emolumenti fissi e 6.156.250 euro di premi contrattuali. Una cifra che testimonia la volontà di costruire una rosa competitiva con ambizioni di vertice, in un torneo sempre più affollato da realtà economicamente strutturate.

Alle spalle del Catania si collocano il Benevento Calcio con 10.867.445 euro e la Salernitana con 10.692.159 euro: le uniche altre due società capaci di superare la soglia dei 10 milioni. Il dato aggregato delle 56 squadre affiliate alla Lega Pro raggiunge quota 198.961.461 euro, di cui 138.816.864 euro in stipendi fissi, 58.303.982 euro in premi e 1.840.615 euro destinati ai diritti d’immagine.

Catania al vertice, Benevento e Salernitana inseguono

Nella fascia immediatamente successiva alle big si inseriscono la Ternana Calcio (8.695.511 euro), l’Arezzo Calcio (8.111.057 euro) e il Trapani Calcio (6.825.799 euro). Importi significativi, che delineano una zona alta del campionato caratterizzata da investimenti importanti.

Particolare attenzione merita l’Union Brescia, che raggiunge 6.569.545 euro complessivi e detiene la voce più alta per diritti d’immagine: 968.593 euro, primato assoluto della stagione. Un segnale di come alcune società stiano diversificando le componenti contrattuali per valorizzare il brand e attrarre profili di rilievo.

La distribuzione delle risorse evidenzia una forbice marcata tra le prime della classe e il resto del gruppo, ma anche una crescente complessità nella costruzione dei contratti, con premi e diritti d’immagine che incidono in maniera sempre più rilevante.

Ascoli e Sambenedettese, due realtà marchigiane a confronto

In questo scenario si inserisce l’Ascoli Calcio, che per la stagione 2025-2026 presenta un monte ingaggi di 5.552.998 euro (4.033.848 euro di parte fissa e 1.519.150 euro di premi). Il club marchigiano si posiziona al quindicesimo posto tra le 56 partecipanti, in una zona intermedia che riflette un equilibrio tra sostenibilità e competitività.

Ben diverso il quadro della Sambenedettese, che si ferma a 1.803.257 euro totali, con appena 124.000 euro tra premi e diritti d’immagine azzerati. La distanza economica tra le due principali realtà marchigiane supera i 3,7 milioni di euro, un divario che fotografa strategie e ambizioni differenti.

In fondo alla classifica troviamo l’Ospitaletto, con un budget complessivo di 664.055 euro interamente destinato agli emolumenti fissi. Il gap tra il massimo (Catania) e il minimo (Ospitaletto) supera i 13,5 milioni di euro, evidenziando la profonda disparità economica del campionato.

La Lega Pro 2025-2026 si conferma così un torneo a doppia velocità: da un lato società retrocesse dalla Serie B con strutture e costi importanti, dall’altro club di recente promozione chiamati a misurarsi con risorse limitate. In questo equilibrio fragile tra investimenti e risultati, il campo resta l’unico vero giudice, ma i numeri raccontano già molto delle ambizioni e delle sfide che attendono le 56 protagoniste.

Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 08:19
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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