Quando Oliver Bierhoff arrivò ad Ascoli nel 1991, immaginare che pochi anni dopo sarebbe diventato l’uomo decisivo in una finale degli Europei sembrava quasi impossibile. Eppure il centravanti tedesco costruì proprio attraverso gli anni trascorsi nel calcio italiano il percorso che lo avrebbe portato ai vertici internazionali.

La consacrazione arrivò il 30 giugno 1996, allo stadio di Wembley. Germania e Repubblica Ceca si affrontavano nella finale di Euro 1996 e Bierhoff iniziò la partita dalla panchina. La Germania era sotto 1-0 quando il ct Berti Vogts decise di mandarlo in campo.

Fu la scelta che cambiò la storia della finale.

Euro 1996, la notte che cambiò tutto

A pochi minuti dal suo ingresso, Bierhoff trovò il pareggio con la specialità che lo avrebbe reso celebre: il colpo di testa. La finale andò ai supplementari, dove entrava in vigore una delle grandi novità regolamentari dell’epoca, il golden goal: chi avesse segnato per primo avrebbe vinto immediatamente la partita.

Al 95’, Bierhoff ricevette il pallone dentro l’area, riuscì a girarsi e calciò verso la porta. La conclusione superò il portiere Petr Kouba.

Partita finita.

Germania campione d’Europa.

Bierhoff era appena diventato il primo giocatore a decidere una grande competizione internazionale attraverso il golden goal.

Per i tifosi dell’Ascoli quella notte ebbe un sapore particolare. Soltanto un anno prima, il centravanti tedesco aveva concluso la propria esperienza al Picchio. Adesso tutta Europa celebrava un giocatore che aveva trascorso quattro stagioni al Del Duca.

Dal Del Duca alla finale del Mondiale

Euro 1996 non rimase un episodio isolato. Bierhoff diventò uno dei punti di riferimento della nazionale tedesca e partecipò ai Mondiali del 1998 e del 2002, oltre all’Europeo del 2000.

Il suo ultimo grande torneo fu proprio Corea-Giappone 2002. La Germania raggiunse la finale, persa contro il Brasile di Ronaldo, e Bierhoff concluse così la propria esperienza mondiale arrivando a un passo dal titolo.

Terminò la carriera internazionale con 70 presenze e 37 gol, numeri che lo collocano tra gli attaccanti più importanti della Germania della sua generazione.

Il suo percorso rende ancora più affascinante il legame con Ascoli. Bierhoff non arrivò nelle Marche da campione affermato: era un attaccante che doveva ancora trovare la propria dimensione. Il calcio italiano, e in particolare gli anni trascorsi in bianconero, contribuirono alla sua maturazione.

Poi arrivarono l’Udinese, il titolo di capocannoniere della Serie A, il Milan e lo Scudetto. Ma soprattutto arrivò quella notte di Wembley che lo rese immortale.

Dal Del Duca al tetto d’Europa: Oliver Bierhoff resta uno dei più grandi campioni internazionali ad aver indossato la maglia dell’Ascoli.

Lo sapevi che?

Bierhoff segnò 37 gol in 70 partite con la Germania. A Euro 1996 realizzò entrambe le reti della finale contro la Repubblica Ceca pur essendo partito dalla panchina. Il secondo fu lo storico golden goal che consegnò alla Germania il suo terzo titolo europeo.

Sezione: News / Data: Sab 15 agosto 2026 alle 13:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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