L’Ascoli conquista un punto (che potevano essere tre) contro il Frosinone, subendo il pareggio nei minuti finali su un tiro di Boloca deviato in maniera sfortunata da Marcel Buchel. I bianconeri erano andati in vantaggio nel primo tempo e lo avevano fatto e mantenuto con merito per una settantina di minuti abbondanti. Poi il Frosinone, aiutato anche dalla forza della sua panchina ha preso campo e, seppur non sia stato incisivo in quasi nessuna occasione, è appunto pervenuto al pareggio. La partita ci ha dato tante indicazioni positive. Il 4-2-3-1 impostato da Sottil, funziona in fase offensiva, specie se si riesce a azionare con i tempi giusti i 3 trequartisti offensivi e, di conseguenza, a portare il gioco nella metà campo altrui. L’Ascoli ha avuto le situazioni per raddoppiare, Maistro ha colpito due legni e Baschirotto si è visto ribattere da Minelli una palla a botta sicura, Tsadjout e Paganini nella stessa azione hanno mancato l’appuntamento col gol e c’è stato un momento della gara in cui sembrava che il Frosinone fosse davvero alle corde e non ne aveva piu’ per risalire la china. Ma se i bianconeri non hanno vinto una gara come ieri, in cui per 70 minuti sembrava avessero il colpo del ko in canna, qualche nota dolente deve pur esserci ed è giusto che vada analizzata. In fase di palleggio avversario, l’Ascoli ha comunque concesso. Questo perché a Buchel e Caligara prima e Saric poi, è stato chiesto un lavoro molto dispendioso in fase difensiva, perché comunque si giocava contro una squadra forte e pensare di dominare il palleggio per tutti i 90 minuti era piuttosto fuori luogo. Siamo sicuri che per caratteristiche, i calciatori dell’Ascoli siano tutti portati per giocare a 2 ? L’Ascoli in rosa ha un solo play, Buchel, e tante, tantissime mezzale. Lo schieramento offensivo va supportato in entrambe le fasi, ma un vero e proprio incontrista non c’è quando devi difendere, e questo porta giocatori poco adatti a fare fase difensiva a sacrificarsi oltre misura e rischiare falli. Caligara infatti è rientrato negli spogliatoi col giallo in tasca. Le energie di Buchel al 60esimo erano esaurite, forse Eramo poteva dare un supporto ma il tecnico ha preferito tenere in campo il suo uomo di fiducia nella speranza che potesse dare qualcosa in fase di gestione palla. Maistro , giocatore determinante, aveva finito la benzina, chiedergli un sacrificio in piu’ forse era controproducente, Sottil lo ha quindi giustamente tolto, ma perché non è stato tolto anche Tsadjout allora, che dopo una grande partita, nello spezzone finale non riusciva piu a rincorrere gli avversari come ha fatto prima e non riusciva piu a far salire la squadra perché sfiancato da un gran lavoro svolto per 70 minuti ? Siamo sicuri che Dionisi ieri non poteva dare una mano neanche nel finale di gara, dove l’esperienza e la scaltrezza di un giocatore del genere, con tutte le motivazioni che si portava dietro e dentro un uomo del genere in una gara del genere, non sarebbero state utili all’Ascoli ? La squadra meritava certamente di vincere, Sottil aveva preparato bene la partita e l’aveva condotta bene, ma occhio a parlare troppo di fortuna e sfortuna. Ieri meritavi di vincere e non hai vinto, ma col Crotone era piu giusto il pareggio e hai vinto. Il calcio da e toglie. L’Ascoli è una squadra forte e ben allenata da un tecnico che merita il massimo rispetto per il lavoro svolto in questo anno e mezzo, classifica alla mano, ma una mentalità vincente si costruisce non solo in campo, come il tecnico sta cercando di fare, ma anche fuori dal rettangolo verde. A fine anno fortuna e sfortuna si compensano, i legni fanno parte del gioco, e dare l’alibi della sorte a una squadra ben assortita e con giocatori di qualità, non è propriamente l’arma per migliorare. E questo appello va fatto anche a tutto l’ambiente. Non sentiamoci accerchiati e non soffriamo della sindrome di Calimero. L’Ascoli è una squadra che ha le carte in regola per arrivare dal sesto posto fino all’ottavo, sta raggiungendo appieno l’obiettivo e con merito perché ne ha le possibilità. Quando non si fa risultato, le motivazioni sono molteplici, specie se lo meriti. Non basta piu parlare di fortuna e sfortuna.
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