È così che si spazzano via insinuazioni, voci, critiche, dubbi, rumors, scritte sui muri, negatività e contestazioni.
Quello scetticismo palpabile che serpeggiava nelle ultime settimane nel Piceno e che sembrava non voler più abbandonare la truppa bianconera è stato eclissato e dissipato in nemmeno cento minuti con una prestazione gagliarda, tosta, impetuosa.
E soprattutto “DI GRUPPO”.
Undici in campo, cinque subentranti, l’allenatore ed il suo staff, i 204 tifosi presenti a Bari, cervelli pensanti e individuali ma che davano l’anima per lo stesso obiettivo.
Questo è ciò che traspariva sabato già dai primi minuti. Calciatori che si battevano con rinnovata foga rispetto alle ultime uscite, aiutando ogni compagno vicino senza mai mollare di un centimetro.
Pareva di vedere una squadra plasmata dall’indimenticabile discorso di Al Pacino nei panni di Tony D’Amato in “Ogni maledetta domenica”.
“Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”.
Non sappiamo quali siano state le parole di Christian Bucchi , ma visto il risultato sortito vogliamo immaginarle così.
Si è visto finalmente un blocco unico, compatto, inscalfibile.
E vincente!
Scendendo nei dettagli del match, la vittoria assume un doppio valore in quanto l’avversario che il Picchio si ritrovava davanti era un Bari primo in classifica di Serie B con l’entusiasmo alle stelle e ben 31mila spettatori a supportarlo sugli spalti.
La compagine pugliese non è mai riuscita mai ad impensierire uno scattante e dinamico Enrico Guarna.
Difesa impenetrabile, guidata dalla “Diga” brasiliana Eric Botteghin, consueto trascinatore imprescindibile e insuperabile sui palloni alti. Sempre più a suo agio nel ruolo di “Ministro della Difesa” al centro del terzetto arretrato, come al solito non sbaglia mai un intervento, annullando il tanto osannato Walid Cheddira, capocannoniere di Serie B.
Lorenco Simic monumentale, una montagna di 195 centimetri imponente e insormontabile, che oltre a realizzare la rete decisiva con un movimento scaltro e lesto in area di rigore da vero "bomber" navigato su colpo di testa di Collocolo, ha annichilito ogni avversario che si è trovato davanti.
In mezzo al campo Mirko Eramo tarantolato in versione “N’golo Kanté”. Probabilmente ispirato dalle sue origini baresi e da una carriera iniziata nelle giovanili dei “Galletti”, si è rivelato un frangiflutti invalicabile, trottolino indemoniato pronto a ringhiare e mordere le caviglie di ogni avversario. Ha sostituito al meglio Marcel Buchel in mediana dando un apporto notevole al centrocampo bianconero in termini di grinta, corsa, voglia, sostanza, regia, contrasti e determinazione.
Buone le prestazioni di Danilo Quaranta, sempre concentrato, Nicola Falasco, sinistro perennemente caldo, Michele Collocolo, utile con le sue lunghe leve sui piazzati e in ripartenza, e Christopher Lungoyi, entrato in campo finalmente con la giusta cattiveria agonistica, pronto a fiondarsi su ogni pallone, aiutare la squadra e lanciarsi in profondità con agilità e “gamba”.
Un applauso va comunque fatto ad ogni calciatore sceso in campo, visto l’impegno profuso.
Il vero protagonista di Bari vs Ascoli però, colui che ha rubato la scena a tutti e che ha deliziato per l’ennesima volta il palato dei tifosi bianconeri è ancora una volta il nostro Condottiero e Gladiatore, Capitan Federico Dionisi. Dopo un gol ingiustamente annullato, in cui era andato a segno con un colpo di testa in perfetto stile Miroslav Klose, si è poi rifatto alla grande con una rete strabiliante di classe purissima che ha azzittito definitivamente la calorosa platea barese. Iniziando la sua azione dalla linea di metà campo, il bomber reatino è partito palla al piede evitando gli avversari e saltando di netto Vicari come un birillo inanimato, prima di scaraventare la palla nel sacco trafiggendo un’incolpevole Caprile con
un fendente imparabile che si infila all’angolino per il 2 a 0.
GOL PAZZESCO!
Che agli appassionati di calcio avrà sicuramente ricordato il capolavoro realizzato da Carlos Tevez il 9 novembre 2014 durante uno Juventus-Parma, quando “l’Apache” sverniciò l’intera difesa gialloblù prima di saltare Felipe con un numero in velocità per poi scaraventare la palla in porta con un bolide piazzato. Roba per pochi. Federico e Carlos. Due FENOMENI. Speriamo che d’ora in avanti Bucchi, soprattutto in certe partite, lo lasci in campo fino allo scadere del match. Visto come aiuta, trascina e guida i compagni, stuzzica e fa innervosire gli avversari, punzecchia e tiene in riga gli arbitri.
Vero LEADER di questa squadra.
Grazie Capitano.
Bellissima l’immagine del gruppo stretto in cerchio al termine del match, trasmette fiducia, passione e unità di intenti.
Un applauso anche all’iniziativa del Patron Pulcinelli, che ha regalato un biglietto per Ascoli vs Cagliari a ognuno dei 204 presenti a Bari. Sempre moderno e intraprendente.
Ora abbattiamo il Cagliari, torniamo ad essere quel rullo compressore di cui ogni avversario aveva timore e che tutti facevano fatica ad affrontare. Magari dopo aver sorpreso una Sampdoria si spera rimaneggiata in Coppa Italia, che probabilmente lascerà fuori qualcuno dei suoi giocatori migliori per averli poi freschi per l’ imminente impegno di campionato con la Cremonese.
Si sa, vincere aiuta a vincere, CREDIAMOCI!
NOI siamo l’Ascoli, siamo la Storia, Non molleremo MAI!
Ora siamo di nuovo con piedi sopra cielo
Andale Picchio
Autore: Fabio Bachetti
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