“Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritto fino al mattino
Poi la strada la trovi da te
Porta all'isola che non c'è”
Così recitava un famoso motivetto del 1980 di Edoardo Bennato.
Dopo la schiacciante e convincente vittoria di lunedì sera al “Del Duca”, questa “isolachenoncè” assume un doppio significato.
Da una parte sta a rappresentare la caduta del Cagliari, gli isolani per eccellenza. I sardi, che non sono mai riusciti a impensierire Guarna durante l’arco del match, sono stati piatti e perennemente in balia dell’armata bianconera. La rete rossoblù è arrivata soltanto su un regalo di Enrico in versione Babbo Natale. Ma era la sua serata, Mr.167, gli perdoniamo tutto.
Dall’altra, “L’isola che non c’è” visto come un concetto utopistico, sognante e onirico. Qualcosa che ancora non esiste e di difficile realizzazione, ma che potrebbe divenire una realtà piacevole e coinvolgente alla fine di quest’annata calcistica. Soprattutto se le cose continueranno ad andare nella piacevole e incoraggiante piega intravista nelle ultime tre partite, dopo il balbettante avvio di campionato.
Un Ascoli tosto, duro, gagliardo, aggressivo, grintoso. Composto da uomini con gli attributi giganti e d’acciaio. Pronti a battagliare unanimi per lo stesso intento, remando tutti in unica e sola direzione, coesi e amalgamati. Una falange asserragliata in un blocco granitico, pronto a proteggersi con lance, picchetti e scudi, senza dar modo agli avversari di penetrare.
Tornando a Guarna, peccato appunto per l’errore finale perché sembrava di rivedere spider-man che con le sue ragnatele cattura ogni pallone che gravita all’interno dell’area di rigore. Sarebbe stata la serata perfetta per festeggiare il traguardo delle 167 presenze con la maglia dell’Ascoli Calcio 1898. Traguardo storico per l’uomo ragno catanzarese ma ascolano d’adozione, che ha sorpassato Ivan Lanni in questa speciale classifica ed è così divenuto il portiere con il maggior numero di apparizioni tra le fila della squadra bianconera. Chapeau!
Christopher Lungoyi sta lavorando su sé stesso e si vede. Non è più arruffone e confusionario, ma è diventato svelto, caparbio e scattante, un rapace che si scaglia sulla lepre dopo averla monitorata dall’alto. Proprio come nell’azione del rigore, in cui è stato agilissimo, scaltro e astuto come un alligatore che si scaglia a sorpresa su un antilope che si rilassa bevendo da un rigagnolo.
Per Capitan Federico Dionisi ormai abbiamo esaurito gli aggettivi. Che leone! I difensori cagliaritani se li è mangiati! È entrato di diritto nella storia della serie B con il suo 115° gol realizzato. Raggiunta un’icona come Marco Ferrante, altro campione che ha calcato il "Del Duca" con la maglia bianconera indosso, negli annali e nelle statistiche degli almanacchi di tutti i tempi. Come cantavano a Maurizio Ganz e Beppe Signori, SEGNA SEMPRE LUI! Dal dischetto è stato glaciale, freddo come l'iceberg del Titanic. Esecuzione impeccabile e Radunovic spiazzato. Quando calcia sembra di rivedere Totò Di Natale per il modo perfetto in cui si coordina, peccato per il missile finito sopra la traversa sul finire della prima frazione. Solito gladiatore indomabile, zittisce gli avversari e guida i suoi verso la vittoria, quando si accende lui si illumina l'intera squadra. “Al mio segnale scatenate l’inferno”.
Claude Adjapong continua ad essere pasticcione e poco lucido, difatti viene anche sostituito a fine primo tempo. Ma dobbiamo continuare a crederci e lavorarci su, sperando che Bucchi e il suo staff riescano a plasmarlo a dovere. Ha quelle falcate, quegli gli strappi alla Javier Zanetti, non soltanto sull’esterno, ma anche per vie centrali come fa Cancelo nel Manchester City, che tagliano e affettano il campo e le difese come un grissino faceva con il famoso tonno "Rio Mare" nella pubblicità degli anni 90.
Mirko Eramo solita “Linea Maginot”, invalicabile e concreto. Da tre partite gioca con l’elmetto e il bazooka in mano, un vero soldato pronto a dar battaglia e a fare la guerra con tutti, non disdegnando una discreta regia.
Michele Collocolo sontuoso, è un piacere ammirarlo quando galoppa negli spazi aperti come un mustang nelle assolate praterie nordamericane. Abile in entrambe le fasi di gioco e sempre puntuale negli interventi e inserimenti, recupera una palla persa sanguinosamente dai rossoblù cagliaritani e serve a Pedro Mendes un delizioso assist che vale il 2 a 0. La nostra giraffa imbizzarrita.
Eric Botteghin è una Piovra! Pare avere i proverbiali 8 tentacoli con le ventose che calamitano tutti i palloni che passano dalle sue parti. Solito dominatore dell’area, insuperabile di testa e sui traversoni alti, rappresenta quello che Chris Smalling è attualmente per la Roma: il cardine portante su cui poggia la retroguardia e l'intera squadra bianconera. Uno schermo infrangibile, ormai ha eretto un muro che gli avversari non riescono nemmeno a scalfire. Pare fatto di gomma Eric, i contendenti sembra gli rimbalzino addosso. Chiamatelo Bibendum, come l’Omino Michelin.
Danilo Quaranta è migliorato esponenzialmente e sta mostrando sempre più una sicurezza da veterano. Probabilmente anche perché mister Bucchi gli ha trovato la giusta collocazione in campo, quella del braccetto di sinistra, posizione a lui più congeniale. Non ha le responsabilità del centrale della linea a quattro, e può dedicarsi alla marcatura con i punti di riferimento, sapendo di avere le spalle coperte da Eric e uno tra Lorenco Simic e Peppe Bellusci. Sfruttando anche il suo sinistro educato e la sua falcata per qualche sortita offensiva.
Nicola Falasco è stato tra i migliori in fase difensiva, contrastando sempre efficacemente chiunque gli si ponesse dinanzi. Oggi in versione Michael Jackson, ricordiamo un suo balletto sulla bandierina a protezione della sfera. Sempre utile sui piazzati. Peccato quel rosso scellerato e inutile negli ultimi secondi del match gli varrà la squalifica per la prossima partita di campionato contro il Venezia sabato 29 ottobre allo stadio “Penzo”.
"Sì ma c’era Pedro" cantava Lu Colombo. Finalmente si è sbloccato all’ottantesimo minuto Pedro Mendes, il “wonderkid” ex Sporting Lisbona. Il “bambino prodigio” della cantera lusitana del Moreirense realizza un gol da vero bomber conclamato, sospeso in aria con l’esterno del piede alla Hernan Crespo, chirurgico e raffinato. Bellissimo l’abbraccio con Christian Bucchi sull’esultanza, tra cannonieri ci si intende! Speriamo di vederlo nelle prossime partite sempre così cattivo, carico e desideroso di far gol. Con questa grinta. Questa fame. Come dice il coach bianconero, Pedro è energia pura! Ora aspettiamo di vederlo segnare col capello sciolto per assomigliare sempre più a Gabriel Batistuta, uno dei centravanti più forti della storia, con il quale certamente si notano somiglianze, non solo estetiche. Gabriel faceva fuori i difensori con la sua famigerata mitraglietta, ci auguriamo Pedro inizi a eliminarli con arco e frecce. Pedro di LOCKSLEY. Il nostro cecchino. ROBIN Mendes HOOD.
Lasciamo parlare gli scettici, i gufi, i seminatori di zizzania, chi sembra godere quando l’Ascoli cade. Saranno i primi a salire sul carro dei vincitori alla fine...
magari sul carro della Serie A.
Siamo di nuovo a –1 dai playoff, il nostro habitat naturale.
Chi aspetta la caduta dell’Ascoli non vedrà MAI la luce, qua non si molla di un centimetro!
Si sta proprio bene con piedi sopra cielo, con le gambe a penzoloni fra le nuvole a rimirare il "Del Duca" gremito e brulicante di vessilli bianconeri…
Lasciateci sognare in pace
Fabio Bachetti
Autore: Fabio Bachetti
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