1) Ritmo e mentalità

Il trio Corradini–D’Uffizi–Silipo trascina, illumina, detta i tempi, ma la vera forza è il blocco compatto che si è creato attorno alle idee di Tomei. L’Ascoli gioca con coraggio, alza il baricentro, pressa alto e non rinuncia mai a proporre calcio, anche nei momenti più complicati della gara. La mentalità vincente non è più uno slogan, ma un marchio riconoscibile: tutti si muovono con la stessa intensità, tutti sanno cosa fare con e senza palla. È un gruppo che si è costruito da solo, giorno dopo giorno, e che ora impone il proprio ritmo a chiunque.

2) Giovanni Corradini

Arrivato in estate tra curiosità e aspettative, Corradini aveva impiegato tempo per trovare la sua dimensione nel sistema di Tomei. Nella prima parte di stagione sembrava un talento ancora in cerca della giusta collocazione, spesso brillante nelle idee ma discontinuo nell’impatto. Oggi è un giocatore completamente diverso: maturo, continuo, decisivo. I suoi inserimenti senza palla spaccano le difese, le sue giocate tra le linee danno qualità e imprevedibilità alla manovra. Insieme a Damiani e Milanese ha formato un centrocampo che, per tecnica e dinamismo, è probabilmente il migliore della categoria. Corradini non è più una promessa: è diventato un pilastro.

3) Simone D’Uffizi

Il tredicesimo centro della sua stagione è l’ennesima conferma: questo è l’anno di Simone D’Uffizi. Il ragazzo romano continua a trascinare l’Ascoli con una naturalezza impressionante, dividendo ora la vetta della classifica marcatori con Bifulco del Campobasso. Non è solo questione di numeri: D’Uffizi è il volto dell’intensità, della fame, della voglia di spaccare le partite. Attacca la profondità, si muove tra le linee, crea superiorità ogni volta che tocca palla. È cresciuto nella gestione dei momenti, nella freddezza sotto porta e nella capacità di guidare i compagni nei frangenti più delicati. La sua stagione è straordinaria e la sensazione è che non abbia ancora finito di stupire.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Fabio Cocchieri
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