"So far tutto o forse niente, da domani si vedrà, che sarà. Sarà quel che sarà". Archiviata l'ennesima pesante sconfitta stagionale, la settima per essere precisi, veniamo assaliti dalla tristezza, dalla malinconia e, perché no, anche dalla rabbia. L'Ascoli cade in rimonta (la terza dopo Brescia, Venezia e appunto Pisa) per 2-1 sul campo del Pisa e lo fa quasi immeritatamente dopo aver espresso, per più di un'ora, il calcio più logico ed organizzato dell'ultimo periodo in cui la classifica parla chiaro. Il picchio è ultimo a 5 punti, con l'ultimo punto arrivato grazie al pareggio strappato all'Entella ospite al "Del Duca" nel lontano 22 novembre. Un lampo di Sabiri da punizione che sorprende e non poco il portiere Borra costretto a recuperare il pallone in fondo alla rete.

La panchina di Bertotto traballava ormai da tempo ma il "buon risultato" ottenuto convinse patron e società tutta a dare l'ultima possibilità al tecnico torinese confermandolo per l'imminente trasferta Veneta. Le cose vanno come non dovevano andare. L'Ascoli si impegna, ci prova e illude grazie al gol del vantaggio di Pucino al quattordicesimo minuto. Si mantiene il risultato fino all'intervallo quando poi scatta qualcosa nella mente dei giocatori veneti e nella ripresa la squadra di casa sembra un'altra. Trova la carica e la motivazione giusta a mettere il turbo, affossare l'Ascoli nel pantano e segnare 2 gol in 13 minuti che permettono ai leoni di guadagnare tre punti importanti in classifica ma soprattutto a Zanetti(ex allenatore bianconero) di riprendersi una tanto desiderata rivincita contro una società, o meglio una piazza, che non ha saputo credere a lui fino in fondo. Ricordi a parte, Ascoli sconfitto e Bertotto esonerato. La parentesi ascolana si chiude dopo 1 vittoria, 1 pareggio e 5 sconfitte in 8 partite condite da un totale di 5 punti in classifica.

Tanti nomi proposti, tanti smentiti dalla società. Uno solo viene confermato e presentato alla piazza: Delio Rossi. Pochi giorni per lavorare, pochi(forse troppo) per capire la squadra da allestire e per provare a fermare la carica del Pescara e del suo neo-allenatore Breda. L'Ascoli che affronta i delfini è irriconoscibile agli occhi di chi ha fatto del bianconero una scelta di vita. Non lotta, non esprime un bel gioco e il lavoro per il Pescara è troppo semplice. Due gol nel primo tempo condannano l'Ascoli all'ennesima sconfitta. Ci sono ampi margini di miglioramento, si, ma c'è ancora moltissimo da lavorare per poter stare tranquilli senza mai dimenticare l'insidiosità del campionato cadetto che non smette mai di regalare emozioni e dolori. Gli errori si compiono, in ogni società, ma l'importante e saperli riconoscere e lavorare nel modo giusto perché non vengano mai più ripetuti. Ora bisogna aspettare, sperare e capire, di quest'Ascoli…"Che sarà".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 10 dicembre 2020 alle 09:00
Autore: Edoardo Ciriaci
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