L’Ascoli arriva all’esordio in campionato con una certezza e un problema da risolvere in fretta. La certezza è rappresentata da un’identità di gioco che Francesco Tomei sta cercando di consolidare anche nella nuova categoria. Il problema, invece, riguarda una fase difensiva che nelle ultime due gare ufficiali ha mostrato più di una fragilità.

Cinque gol subiti in 180 minuti, uno contro il Potenza e quattro contro il Genoa, rappresentano un dato che non può essere ignorato. Se la rete incassata nel primo turno di Coppa Italia poteva essere considerata un episodio all’interno di una prestazione complessivamente positiva, la gara di Marassi ha evidenziato difficoltà più profonde, soprattutto nella gestione delle distanze e nelle letture senza palla.

Il 4-1 contro il Genoa ha mostrato infatti un Ascoli capace di giocare con coraggio, ma ancora troppo vulnerabile quando perde equilibrio. Contro avversari di maggiore qualità basta una piccola esitazione per essere puniti, e questo è uno degli aspetti sui quali lo staff tecnico sta lavorando in vista della trasferta di Verona.

Difesa Ascoli, il problema non è solo nei gol subiti

Il dato numerico fotografa solo una parte della situazione. Il vero nodo riguarda la compattezza del reparto e la capacità di muoversi come un blocco unico.

Tomei chiede alla squadra di mantenere un baricentro relativamente alto e di costruire dal basso, scelta che inevitabilmente espone la difesa quando il possesso viene perso in zone delicate. Per questo diventano fondamentali le distanze tra i reparti e la rapidità con cui centrocampo e linea arretrata riescono a ricompattarsi.

Contro il Genoa, in più di un’occasione, l’Ascoli ha pagato proprio questo aspetto. Quando la pressione non è stata portata con i tempi giusti, gli avversari hanno trovato spazio per attaccare in verticale e mettere in difficoltà i difensori bianconeri.

Non significa che il sistema debba essere cambiato, ma che debba essere affinato. Una squadra neopromossa non può permettersi di concedere troppe situazioni pulite agli avversari, soprattutto contro formazioni abituate a sfruttare ogni errore.

Il lavoro di questa settimana servirà quindi soprattutto a migliorare le letture collettive: accorciare meglio, proteggere la zona centrale e ridurre quei metri tra centrocampo e difesa che nelle ultime uscite sono diventati pericolosi.

Alagna e Nicoletti fuori, reparto arretrato già in emergenza

A rendere il quadro più complicato ci sono anche gli infortuni.

Manuel Alagna resterà fuori a lungo dopo il grave problema al ginocchio riportato durante l’amichevole con la Lazio. La sua assenza priva Tomei di una soluzione importante sulla corsia destra e obbliga la società a continuare a valutare il mercato per trovare un sostituto adeguato.

Anche Manuel Nicoletti non è ancora rientrato, riducendo ulteriormente le alternative nel cuore della retroguardia. Al centro restano comunque Rizzo e il nuovo arrivato Federico Gattoni, chiamati a trovare rapidamente intesa e continuità.

Il problema, dunque, è duplice: da una parte serve correggere i meccanismi, dall’altra bisogna farlo con un reparto che non può contare su tutti gli elementi previsti inizialmente.

Per Tomei sarà fondamentale evitare che l’emergenza diventi un limite strutturale. La squadra ha ancora tempo per crescere e la difesa può migliorare rapidamente se il collettivo riuscirà a muoversi con maggiore sincronizzazione.

La trasferta del Bentegodi rappresenterà subito un test importante. Contro il Verona servirà un Ascoli più attento, capace di mantenere la propria personalità senza esporsi troppo.

Cinque reti incassate in due partite non sono una condanna, ma un campanello d’allarme che arriva nel momento giusto. Il campionato sta per iniziare e il margine per correggere gli errori si riduce.

La priorità è chiara: ritrovare equilibrio, recuperare uomini e concedere molto meno. Perché in Serie B, più ancora che in Coppa Italia, ogni disattenzione può pesare come un macigno.

Sezione: News / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 16:30
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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