L’Ascoli ha trovato un nuovo tema forte dopo il pareggio contro la Carrarese: chi sarà il vero centravanti della squadra di Francesco Tomei? L’arrivo di Matteo Brunori dal Palermo sembrava destinato a modificare immediatamente le gerarchie offensive, ma la risposta di Gabriele Gori ha reso il quadro molto più interessante.

Contro la Carrarese l’ex attaccante dell’Avellino è entrato al 69’ al posto di Chakir e tredici minuti più tardi ha firmato il gol dell’1-1, sfruttando alla perfezione l’assist di De Pieri. Brunori, invece, ha fatto il proprio debutto ufficiale in bianconero soltanto all’83’, sostituendo D’Uffizi e disputando quindi gli ultimi minuti della gara. 

Un semplice pareggio di campionato ha quindi aperto un interrogativo che potrebbe accompagnare Tomei per diverse settimane. Brunori arriva con status, esperienza e un curriculum importante in Serie B. Gori, però, ha risposto sul campo nel modo più efficace possibile: segnando.

Brunori parte con maggiore prestigio, ma Gori ha mandato un messaggio chiarissimo

L’operazione Brunori rappresenta uno dei colpi più significativi del mercato dell’Ascoli. La società ha deciso di aggiungere alla rosa un attaccante abituato a giocare da protagonista in Serie B, capace non soltanto di finalizzare ma anche di partecipare alla costruzione offensiva, venire incontro e creare spazi per gli uomini che si inseriscono alle sue spalle.

È logico quindi pensare che, una volta raggiunta la condizione migliore e assimilati i principi di Tomei, Brunori possa partire con un vantaggio nelle gerarchie.

Ma il calcio raramente segue completamente i programmi.

Gori contro la Carrarese ha trasformato pochi minuti in una candidatura pesantissima. Tomei lo ha inserito quando l’Ascoli stava inseguendo il pareggio e l’attaccante ha risposto con un gol da centravanti vero, arrivando puntuale nel cuore dell’area sull’iniziativa di De Pieri.

Il tecnico nel dopopartita lo ha elogiato apertamente, sottolineando come Gori si metta sempre a disposizione e ricordando di avere “più frecce al proprio arco”. 

Ancora più significativa è stata la posizione dello stesso giocatore. Gori ha spiegato di rispettare le scelte dell’allenatore e di essere pronto a dare il massimo sia giocando pochi minuti sia partendo dall’inizio. Ha inoltre ribadito di avere un contratto lungo e di voler restare ad Ascoli, nonostante le indiscrezioni di mercato che lo hanno accompagnato. 

È questo l’aspetto che rende la concorrenza particolarmente interessante.

Gori non sembra intenzionato ad accettare passivamente un ruolo da alternativa. Vuole conquistarsi spazio ogni settimana. E un attaccante che entra dalla panchina e segna immediatamente rappresenta esattamente il tipo di pressione interna che può aumentare il livello dell’intero reparto.

Tomei può evitare una gerarchia fissa: Brunori e Gori possono diventare due armi completamente diverse

La tentazione sarebbe quella di trasformare tutto in un semplice ballottaggio: Brunori oppure Gori.

In realtà Tomei potrebbe ragionare in maniera differente.

L’Ascoli contro la Carrarese ha mantenuto il 71,5% di possesso, prodotto 20 conclusioni e sei tiri nello specchio, ma ha avuto bisogno dell’ingresso di Gori e De Pieri per trovare il gol dell’1-1. Questo suggerisce che, contro squadre disposte a difendere basse, il tecnico può avere bisogno di attaccanti con caratteristiche differenti durante la stessa partita.

Brunori può essere particolarmente utile quando serve aumentare la qualità tra le linee. È un attaccante che ama partecipare alla manovra, muoversi fuori dall’area e associarsi con esterni e trequartisti. Con giocatori tecnici come Silipo, D’Uffizi, Perciun e De Pieri potrebbe creare combinazioni molto interessanti.

Gori offre invece una presenza più immediata dentro l’area.

La rete con la Carrarese ne è stata la fotografia perfetta: inserimento, scelta del tempo e finalizzazione. In partite nelle quali l’Ascoli produce molti cross e occupa stabilmente la metà campo avversaria, avere un centravanti capace di vivere dentro i sedici metri può diventare fondamentale.

E resta anche Chakir, partito titolare nelle prime due giornate e utilizzato dal primo minuto contro la Carrarese. 

Per Tomei, quindi, il vero lusso non consiste nello scegliere un centravanti e bocciare gli altri. Sta nell’avere più soluzioni per interpretare partite diverse.

Brunori può diventare il riferimento tecnico. Gori può guadagnare minuti attraverso gol e prestazioni. Chakir resta un’alternativa che conosce già i meccanismi della squadra.

La concorrenza potrebbe persino permettere all’allenatore di utilizzare due punte in alcune fasi, soprattutto quando l’Ascoli deve recuperare il risultato. Lo stesso finale contro la Carrarese ha dimostrato che Tomei non teme di modificare l’assetto alla ricerca del gol.

La prossima sfida contro il Benevento sarà già interessante sotto questo punto di vista.

Brunori avrà avuto un’intera settimana in più per entrare nei meccanismi bianconeri. Gori, però, arriverà all’appuntamento con il peso specifico del gol che ha evitato la prima sconfitta stagionale.

Brunori ha il curriculum. Gori ha appena risposto con il campo. E Tomei, invece di avere un problema, potrebbe aver trovato una delle più grandi ricchezze del nuovo Ascoli.

Sezione: News / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 12:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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