All’improvviso quando tutto sembra scemare e destinato all’abisso, il Picchio si trasforma, si evolve in sé stesso, in quel Picchio che Costantino voleva a immagine e somiglianza di Carletto Mazzone. Ossia un Picchio rapace. E capita cosi, che la squadra in questo 2020 malato abbia fatto più punti in due settimane che in svariati mesi. Il Del Duca anche se vuoto è stato il nido perfetto per ritrovare stima, fiducia e voglia di far risplendere quel qualcosa che anima la bandiera di un intero territorio.

Non sono passati inosservati a nessuno gli occhi del capitano Valentini a fine partita, né gli scherzi gioiosi che si alternavano dietro di lui. Sorrisi, entusiasmo, esultanza. Sana, vera, di cuore. E il volo del Picchio verso la salvezza diventa cosi reale e Reale, al tempo stesso concreto e maestoso. Perché quella freccia rossa scoccata da Eramo a termine di un’azione superba, è l’esempio sublime del risveglio dal torpore. È la firma su un mosaico di un’annata sofferta, ma che comincia a comporsi di tessere dorate.

La volata del Picchio ha ancora 4 scontri da titani. Tutti i punti accumulati nelle ultime 4 partite avrebbero dovuto portare a una classifica migliore, ma il campionato post-covid ha avuto ormai qualche verdetto che inevitabilmente sta alterando il campionato (vedi Livorno, vedi Benevento). Ma ora finalmente siamo padroni del nostro cammino, sappiamo che se  facciamo bene, il nostro bene è indipendente dagli altri. C’è voluta un’impresa a tirarci fuori dalle paludi. Quella tipica della gente che non molla mai.

Completiamo il volo, la metamorfosi, il capolavoro a tinte bianconere e firmato in rosso. Avevamo iniziato il campionato da prima in classifica, ma non importa, è ormai un ricordo lontano. Come sempre conta solo il finale, quel lieto fine che è il cuore pulsante di ogni fiaba.

Avanti alla prossima battaglia, che sia la CittàDella Salvezza.

#inasculofuroromniserupit

Sezione: Editoriale / Data: Mar 14 luglio 2020 alle 18:30
Autore: Massimo Virgili
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