L’Ascoli arriva alle ultime ore di calciomercato con una posizione molto chiara su Simone D’Uffizi: il talento classe 2004 è uno dei punti fermi del progetto e non esistono, al momento, segnali concreti che facciano pensare a una cessione imminente. Il club lo ha blindato fino al 30 giugno 2030, confermando con i fatti quanto creda nel suo sviluppo. 

Il rinnovo non è casuale. D’Uffizi arriva da una stagione straordinaria, chiusa con 13 gol, tutti su azione, e con il titolo di capocannoniere del girone B. L’Ascoli ha sottolineato anche un dato curioso: ogni volta che il giovane offensivo è andato a segno, la squadra ha conquistato la vittoria. 

Il salto in Serie B non ha ridimensionato il suo impatto. Alla prima giornata, sul campo dell’Hellas Verona, D’Uffizi ha realizzato il gol del definitivo 2-1, una rete poi votata dalla Lega B come la più bella dell’intero turno inaugurale. 

È inevitabile, quindi, che il suo nome continui a generare interesse. Ma proprio a poche ore dalla chiusura del mercato, il messaggio dell’Ascoli appare netto: D’Uffizi non è un giocatore da mettere sul mercato, bensì uno da valorizzare ulteriormente.

D’Uffizi ha già attirato club importanti, ma l’Ascoli non ha bisogno di vendere

Durante l’estate il nome del giovane esterno era stato accostato a diverse società. Tra queste anche il Pisa, che aveva manifestato interesse senza però trasformarlo inizialmente in una richiesta formale. Già a metà luglio, tuttavia, la posizione dell’Ascoli era stata descritta come molto rigida: il club non aveva intenzione di privarsi del giocatore. 

Il rinnovo fino al 2030 ha reso quella posizione ancora più forte.

L’Ascoli non è costretto a discutere una cessione e può permettersi di ascoltare soltanto eventuali offerte realmente fuori parametro. Questo cambia completamente il peso negoziale del club.

D’Uffizi non è più un talento con una situazione contrattuale da sistemare. È un patrimonio tecnico blindato per quattro stagioni e già capace di incidere in Serie B.

Anche le prime due giornate hanno rafforzato la percezione del suo valore. Dopo il gol decisivo di Verona, D’Uffizi è partito titolare anche contro la Carrarese, restando in campo fino all’83’ prima di lasciare spazio a Matteo Brunori. In due partite di campionato ha quindi già raccolto 154 minuti e una rete. 

Per Francesco Tomei rappresenta qualcosa di più di un semplice esterno.

Può partire largo, attaccare lo spazio, venire dentro al campo e sfruttare il mancino negli ultimi metri. In una squadra che vuole comandare attraverso il possesso ma necessita anche di giocatori capaci di rompere la struttura avversaria, le sue caratteristiche diventano particolarmente preziose.

Il vero obiettivo non è venderlo: è trasformarlo in uno dei migliori giovani della Serie B

La domanda quindi non dovrebbe essere soltanto quanto possa valere D’Uffizi sul mercato.

Molto più interessante è chiedersi quanto potrebbe valere fra un anno se riuscisse a confermare in Serie B ciò che ha mostrato in Serie C.

Il gol del Bentegodi è già stato un primo segnale. D’Uffizi ha attaccato la profondità, raccolto il lancio di Damiani, superato gli avversari e battuto Leali con una conclusione che gli è valsa il riconoscimento della Lega B. 

Questo è esattamente il tipo di giocata che aumenta l’interesse delle categorie superiori.

Ma l’Ascoli si trova in una situazione ideale: può valorizzarlo senza fretta.

La squadra ha iniziato il campionato con quattro punti, Brunori ha aumentato ulteriormente il livello dell’attacco e Tomei dispone di numerose soluzioni offensive. D’Uffizi può quindi crescere dentro una struttura competitiva senza dover portare da solo il peso della produzione offensiva.

Il suo prossimo obiettivo sarà la continuità.

Segnare alla prima giornata e conquistare un riconoscimento individuale è importante, ma per trasformarsi definitivamente in un giocatore da categoria superiore serviranno prestazioni costanti, capacità di incidere anche contro difese chiuse e maggiore continuità nella produzione di gol e assist.

L’Ascoli sembra voler essere il club che accompagna questa crescita.

Ed è proprio questo il segnale più importante del rinnovo.

Il mercato può continuare a guardare D’Uffizi, ma oggi il Picchio ha il controllo completo della situazione. Con un contratto fino al 2030, un ruolo centrale nel progetto tecnico e un impatto già evidente in Serie B, il classe 2004 non rappresenta una possibile cessione dell’ultimo giorno.

Rappresenta piuttosto uno dei giocatori sui quali costruire il futuro.

Sezione: News / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 15:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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