L’Ascoli chiude ufficialmente la sessione estiva di calciomercato 2026/27 con una vera e propria rivoluzione della rosa. Il bilancio finale parla di nove operazioni in entrata, diciotto in uscita e dieci rinnovi di contratto, numeri che fotografano in maniera evidente il lavoro portato avanti dalla società per consegnare a Francesco Tomei una squadra profondamente rinnovata, ma allo stesso tempo costruita attorno a un nucleo preciso di giocatori considerati centrali nel progetto.
Il mercato bianconero non è stato improntato soltanto all’acquisto di nuovi elementi. La strategia è apparsa molto più ampia: abbassare l’età media in diversi reparti, inserire qualità proveniente da club importanti, aggiungere esperienza dove necessario e, soprattutto, mettere ordine nelle numerose situazioni contrattuali ereditate.
Il risultato è un Ascoli che esce dal mercato con una fisionomia molto diversa rispetto a quella con cui aveva terminato la scorsa stagione.
Brunori è il colpo simbolo, ma il mercato dell’Ascoli va molto oltre il centravanti
Tra le nove operazioni in entrata, quella che inevitabilmente attira maggiormente l’attenzione è Matteo Brunori, arrivato dal Palermo in prestito con diritto di riscatto.
Un innesto importante per esperienza, conoscenza della Serie B e qualità offensiva. Brunori consegna a Tomei un attaccante capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, dialogare con i trequartisti e aumentare sensibilmente le alternative nel reparto avanzato.
Ma limitare il giudizio sul mercato dell’Ascoli al solo Brunori sarebbe riduttivo.
La società ha investito molto anche sui giovani.
Giacomo De Pieri, arrivato dall’Inter in prestito con diritto di riscatto e controriscatto, ha già mostrato di poter diventare una soluzione interessante tra le linee. Tecnica, velocità e capacità nell’uno contro uno ne fanno uno dei profili con maggiori margini di crescita.
Discorso simile per Sergiu Perciun, arrivato dal Torino con la stessa formula. Il centrocampista offensivo aggiunge fantasia e imprevedibilità a una rosa che Tomei vuole utilizzare attraverso un calcio propositivo e dinamico.
Dall’Atalanta è arrivato Andrea Oliveri, altro giocatore giovane ma già abituato a confrontarsi con categorie importanti. La sua duttilità può diventare preziosa soprattutto sulle corsie.
A queste operazioni si aggiungono giocatori con un bagaglio di esperienza decisamente maggiore.
Gennaro Acampora, svincolato dopo l’esperienza al Pescara, ha firmato fino al 2028 e porta qualità e conoscenza della categoria in mezzo al campo. Ancora più significativo l’arrivo di Matteo Ricci, libero dopo la Sampdoria e legato all’Ascoli fino al 2028.
In difesa spicca invece Federico Gattoni, acquistato a titolo definitivo dal Siviglia e sotto contratto fino al 2027, con opzione per un’ulteriore stagione. È probabilmente una delle operazioni più intriganti dell’intera campagna estiva per curriculum e caratteristiche.
Don Bolsius, arrivato definitivamente dal Perugia, aumenta le possibilità offensive, mentre Gian Marco Crespicompleta il reparto portieri dopo l’esperienza in Grecia con il Kallithea.
Nove acquisti differenti per età, caratteristiche e percorso, ma accomunati da un principio: aumentare la profondità della rosa senza perdere equilibrio.
Diciotto uscite e dieci rinnovi: l’Ascoli ha costruito anche il futuro
Il dato probabilmente più significativo dell’intera sessione riguarda però le uscite.
Sono 18 i giocatori che hanno lasciato il club, tra trasferimenti definitivi, prestiti e risoluzioni contrattuali. Una quantità importante, che dimostra come la società abbia voluto intervenire con decisione sulla struttura della rosa.
Alessio Re è passato definitivamente alla Maceratese, Davide Ciccanti alla Recanatese e Francesco Cozzoli al Savoia. Augusto Bando è stato ceduto in prestito al Potenza, mentre Aljaz Tavcar giocherà al Giulianova.
In prestito anche Francesco Galuppini all’Ospitaletto, Ruben Zagari al Lanciano, Andrea Caucci al Teramo, Luca Conti all’Unipomezia e Kevin Gorica al Tau.
Particolarmente interessanti le operazioni riguardanti Gabriele Pagliai, passato al Catania in prestito con diritto di riscatto, ed Enrico Oviszach, trasferitosi al Foggia con la stessa formula.
Sono arrivati inoltre trasferimenti definitivi importanti: Filippo Palazzino al Cosenza e, nelle ultimissime ore, Ferdinando Del Sole al Foggia.
Davide Barosi, Simone Corazza, Emanuele Ndoj e Francesco De Witt hanno invece risolto il proprio contratto.
Un lavoro di alleggerimento necessario per evitare una rosa troppo numerosa e permettere a Tomei di gestire un gruppo con gerarchie più chiare.
La parte forse più interessante della strategia societaria, tuttavia, riguarda i rinnovi.
L’Ascoli ha infatti blindato dieci giocatori, alcuni dei quali rappresentano già il presente, altri soprattutto il futuro.
Samuele Vitale ha prolungato fino al 2028. Luca Lo Scalzo fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione. Manuel Alagna ha firmato fino al 2029, così come Amine Chakir e Augusto Bando.
Andrea Silipo è stato legato al club fino al 2028 con opzione, mentre Samuele Damiani ha firmato fino al 2028 con possibilità di prolungamento.
Andrea Caucci e Kevin Gorica resteranno contrattualmente legati all’Ascoli fino al 2028.
Ma il rinnovo più significativo resta quello di Simone D’Uffizi fino al 2030.
È un segnale molto forte. Il classe 2004 è considerato uno dei principali patrimoni tecnici del club e la società ha scelto di blindarlo con un accordo lungo, evitando di trovarsi in una posizione debole di fronte alle inevitabili richieste che potrebbero arrivare in futuro.
È proprio questo il senso complessivo del mercato dell’Ascoli.
Non soltanto comprare.
Non soltanto vendere.
Ma ridisegnare la rosa e mettere al sicuro gli elementi sui quali costruire il progetto.
Nove arrivi aumentano le possibilità di Tomei. Diciotto uscite permettono di rendere il gruppo più snello. Dieci rinnovi danno continuità a un progetto che vuole evitare di ripartire da zero ogni estate.
Adesso il giudizio passa inevitabilmente al campo.
Il mercato ha consegnato a Tomei una squadra con esperienza, giovani interessanti e una profondità offensiva decisamente superiore. Brunori è il nome più prestigioso, ma la vera forza della campagna bianconera potrebbe essere stata proprio la capacità di intervenire su più livelli contemporaneamente.
L’Ascoli chiude così una delle sessioni più intense degli ultimi anni: 37 operazioni tra acquisti, cessioni e rinnovi per costruire non soltanto la squadra della stagione 2026/27, ma una base sulla quale provare a programmare anche il futuro.
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