Nel ritirare le reti di Brescia e Ascoli ci si accorge che rimane di buono il risultato. Il pareggio è ciò che resta imbrigliato nelle larghe maglie di una prima giornata di un campionato che si sbatte sulla scia di quello finito nemmeno troppo tempo fa e che viene ancora arginato dal mercato aperto. I gol di Cavion (dopo 42 secondi) e Donnarumma (al 32’) rispecchiano i concetti appena espressi. Per vedere articolati invece quelli di Delneri (70 anni) e Bertotto (esordiente in B) servirà tempo.

Le mosse

Il 4-4-2 del tecnico friulano è cugino espatriato di quello che ha fatto brillare il Chievo. Sarebbe stato difficile vedere il contrario. Spalek e Zmrhal sono aghi dalle punte arrotondate (poco verticali) e Ayè ha un rapporto con il gol che si può paragonare solo a quello di certi bambini con la verdura. E così il primo Brescia ufficiale si avvicina spesso al 4-2-3-1 con Donnarumma unico vero centravanti. La creatura di Cellino risente del mercato. Sabelli e Torregrossa non ci sono nemmeno in panchina, Chancellor è come se con la testa fosse con loro: resteranno? Piacevole sorpresa è Labojko (unica novità nell’undici iniziale) come lo sarà poi Van de Looi. Bertotto prova a stuzzicare i punti deboli degli avversari senza rinunciare al 4-3-3 che gli consente di utilizzare Chiricò e Cangiano sugli esterni come portatori di ansie su Mateju e Martella. Il piano non necessita nemmeno ditroppa applicazione perché dopo 42 secondi Buchel di prima gira al centro come se sapesse di trovare l’inserimento di Cavion (corteggiato proprio dal Brescia, va a scadenza) e come se sapesse che Chancellor è distratto.

La crescita

I cambi di campo trovano spesso in difficoltà con le letture i terzini bresciani, eppure le ali Cangiano e Chiricò sbracciano a vuoto. Così il Brescia che ha più qualità e in certi momenti mostra segnali delneriani, cresce. Il pareggio di Donnarumma è un sunto della lezione del tecnico. Palla in verticale sulla destra, Labojko di tacco serve Ayè che si può esprimere nella sua materia migliore (la corsa), cross basso dal fondo e Alfredino liberandosi di Corbo segna a porta vuota. Il Brescia piace di più nel cuore del primo tempo perché alza la pressione e costringe l’Ascolia liberarsi spesso del pallone. I primi 10’ della ripresa mostrano la stessa storia, ma Papetti per rimediare a un errore ingenuo di Chancellor stende Chiricò e viene espulso. La partita cambia, Delneri prima disegna un 4-4-1 con il solo Ayè punta (Donnarumma sostituito e stizzito, uno così serve tanto) e poi varia con il 4-3-2 affiancando Morosini al francese. Nel finale sprecano Chiricò, Saric e Mangraviti. Ma un risultato diverso dal pari sarebbe stato più falso delle piste da sci di Dubai.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 27 settembre 2020 alle 11:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Redazione TuttoAscoliCalcio / Twitter: @TuttoAscoli
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