Questo è l’Ascoli che Tomei ha in mente fin dal primo giorno. Una squadra che costruisce gioco, che ama tenere il pallone e muoverlo con intelligenza, ma che allo stesso tempo sa leggere i momenti della partita e colpire con decisione. Contro il Perugia si è vista una versione sempre più completa del progetto bianconero, capace di unire estetica ed efficacia.

Il possesso palla resta il cardine della manovra. L’Ascoli fraseggia, accorcia le distanze tra i reparti e cerca con pazienza lo spazio giusto per affondare. Ma rispetto alle prime uscite stagionali, la squadra ha aggiunto nuove soluzioni al proprio repertorio. Contro il Perugia, infatti, non sono mancati i lanci in profondità, utili per spezzare il pressing avversario e sorprendere una difesa schierata.

È proprio questa alternanza a rendere il gioco bianconero più maturo. Non un possesso sterile, fine a sé stesso, ma una gestione consapevole del pallone che porta alla produzione di occasioni. L’Ascoli crea, ma soprattutto finalizza. E lo fa con un cinismo che nasce dalla qualità tecnica dei suoi interpreti, capaci di trasformare anche mezzo spazio in un’opportunità concreta.

Il lavoro del centrocampo è fondamentale in questo equilibrio. Chi opera in mezzo al campo garantisce ritmo, recupero palla e continuità di manovra, permettendo alla squadra di restare alta e compatta. È lì che si costruiscono le basi del gioco di Tomei: nella capacità di dominare la zona nevralgica del campo e di dettare i tempi della partita.

La sensazione è che l’Ascoli stia crescendo non solo dal punto di vista tattico, ma anche sotto il profilo della consapevolezza. I bianconeri sanno cosa vogliono fare e come farlo. Sanno gestire il pallone, ma anche accelerare quando serve. E soprattutto, sanno colpire.

Questo è l’Ascoli che piace. Un Ascoli che gioca, che convince e che inizia a raccogliere i frutti di un’idea chiara, costruita giorno dopo giorno sul campo.

Sezione: News / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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