Il tempo delle attese è finito. Il Ascoli Calcio sa di non poter più rimandare: la rincorsa al secondo posto deve partire subito, già dalla prossima domenica, e va portata avanti con decisione prima dello scontro diretto che potrebbe indirizzare definitivamente la stagione.

Il Picchio è chiamato a un salto di qualità non solo in termini di risultati, ma anche di coerenza con il progetto tecnico ed economico costruito negli ultimi mesi. Se il primo posto dovesse restare irraggiungibile, diventa allora imprescindibile blindare il miglior piazzamento possibile in ottica playoff, evitando percorsi lunghi e logoranti.

Il secondo posto come obiettivo minimo strategico

Arrivare secondi non è un dettaglio. Significa accedere ai playoff in una fase avanzata, saltare turni insidiosi e aumentare sensibilmente le probabilità di giocarsi la promozione fino in fondo. È una scelta strategica, prima ancora che sportiva, che consente di valorizzare gli investimenti e proteggere il lavoro fatto durante l’anno.

Ed è proprio qui che emerge la differenza tra una stagione discreta e una stagione realmente all’altezza delle ambizioni iniziali.

Un mercato invernale minimale, ma non casuale

Il segnale più chiaro arriva dal calciomercato di gennaio. L’Ascoli ha inserito un solo nuovo elemento in rosa, una scelta che può sembrare controcorrente, ma che racconta molto della fiducia riposta nel gruppo. Non c’era bisogno di stravolgere, perché il vero lavoro era stato completato mesi prima.

L’estate aveva già consegnato all’allenatore una squadra strutturata, profonda e competitiva, costruita con attenzione quasi artigianale, tassello dopo tassello.

Il lavoro estivo e le basi del progetto

La dirigenza ha operato con una visione chiara: pochi colpi mirati, profili funzionali, investimenti sostenibili ma ambiziosi. Un lavoro certosino e minuzioso, che ha permesso al club di costruire un’ossatura solida, capace di reggere l’urto di un campionato lungo e complesso.

Una strategia che ha trovato la sua massima espressione in due operazioni chiave.

Gori e Milanese: investimenti che parlano chiaro

Il riscatto a titolo definitivo di Gabriele Gori e Tommaso Milanese rappresenta molto più di una semplice formalità contrattuale. È la certificazione di un progetto che guarda oltre l’immediato, puntando su giocatori centrali per presente e futuro.

Due elementi diventati rapidamente imprescindibili per equilibrio, qualità e personalità, simboli di un Ascoli che non vive alla giornata, ma prova a costruire continuità.

Ora parla il campo

Tutto, però, passa inevitabilmente dal rettangolo verde. Senza una scalata concreta alla classifica, anche il progetto più solido rischia di perdere forza narrativa. L’Ascoli ha i mezzi, la rosa e la struttura per puntare in alto: ora deve dimostrarlo partita dopo partita, senza calcoli e senza alibi.

Il secondo posto non è più un’opzione. È una necessità sportiva e progettuale.

Sezione: News / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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