Le parole del presidente dell’Ascoli, Bernardino Passeri, scuotono l’ambiente bianconero e accendono un dibattito che va ben oltre il campo. Dopo gli ultimi episodi arbitrali ritenuti penalizzanti, il numero uno del club marchigiano ha deciso di esporsi in prima persona, annunciando una protesta formale e lasciando intendere scenari finora mai evocati con tanta chiarezza.

Una protesta annunciata, ma dai toni durissimi

Passeri ha chiarito che lunedì si presenterà ufficialmente in Lega, con l’intenzione di portare avanti le proprie ragioni anche confrontandosi direttamente con Daniele Orsato. L’obiettivo, almeno nelle intenzioni dichiarate, non è lo scontro fine a sé stesso, ma ottenere spiegazioni chiare e convincenti su quanto accaduto.

Il presidente ha sottolineato come il suo approccio resterà civile e rispettoso, ma il contenuto del messaggio è tutt’altro che morbido. La sensazione, secondo Passeri, è quella di aver assistito a una sorta di “copione già scritto”, una rappresentazione in cui ruoli e dinamiche sembrano già assegnati, lasciando l’Ascoli nella parte di chi subisce.

Dal dialogo alle “azioni estreme”: uno scenario che preoccupa

Il passaggio più delicato del suo intervento riguarda però ciò che potrebbe accadere se non dovessero arrivare risposte ritenute soddisfacenti. Passeri non ha escluso il ricorso a iniziative forti, arrivando a citare persino le aule dei tribunali come possibile sbocco della vicenda. Un’ipotesi estrema, così come quella – altrettanto clamorosa – del ritiro della squadra, evocata come ultima ratio.

Va però sottolineato un aspetto chiave: il presidente non intende prendere decisioni unilaterali. Prima di qualsiasi passo irreversibile, ha dichiarato di voler coinvolgere l’intera città, ascoltando in modo particolare la voce dei tifosi, considerati parte integrante dell’identità e del futuro del club.

Un Ascoli che chiede rispetto

Al di là dei toni accesi, il messaggio di fondo è chiaro: l’Ascoli chiede rispetto e trasparenza. Passeri parla prima “da uomo” che da presidente o imprenditore, rivendicando il diritto di comprendere e, se necessario, di contestare decisioni che ritiene ingiuste.

La vicenda rischia ora di allargarsi dal terreno di gioco alle sedi istituzionali del calcio italiano, con possibili ripercussioni mediatiche e politiche. Nei prossimi giorni si capirà se il confronto in Lega potrà riportare la questione su binari più distesi o se, al contrario, si aprirà una fase di tensione senza precedenti nella storia recente del club bianconero.

Sezione: News / Data: Dom 18 gennaio 2026 alle 16:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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