Ci sono partite che si perdono per limiti tecnici, altre per scelte sbagliate. E poi ce ne sono alcune che finiscono per lasciare una scia di rabbia e incredulità. È quanto accaduto nel match che ha visto l’Ascoli Calcio uscire sconfitto contro la Juventus Next Gen, una gara segnata in modo pesantissimo dagli episodi arbitrali nei minuti decisivi.

I bianconeri marchigiani, sotto di un gol nel finale, hanno tentato il tutto per tutto, trovando però davanti a sé non solo un avversario organizzato, ma anche decisioni che faticano a trovare una spiegazione logica.

Il rigore negato e l’Fvs che non convince

Il primo episodio destinato a far discutere arriva con un presunto calcio di rigore per l’Ascoli. In area di rigore, un evidente fallo di mano sembra interrompere un’azione pericolosa: i giocatori protestano, la panchina si agita, il pubblico rumoreggia. L’arbitro viene richiamato all’Fvs, ma dopo la revisione conferma la decisione iniziale: niente rigore.

Una scelta che già di per sé lascia perplessi, soprattutto per la dinamica dell’intervento e per i criteri applicati in casi analoghi visti nel corso della stagione.

Il gol annullato a Gori: l’episodio che fa esplodere la rabbia

Ma è nel recupero che si consuma l’episodio più clamoroso. Su un pallone messo al centro dell’area, Gabriele Goriprende posizione in modo impeccabile, anticipa il portiere in uscita e colpisce di testa con precisione, depositando il pallone in rete.

Un gol pulito, senza contatti fallosi, con l’attaccante nettamente in anticipo sull’estremo difensore. Eppure, incredibilmente, l’arbitro fischia fallo e annulla la rete. Ancora una volta interviene l’Fvs, ancora una volta la decisione viene confermata.

Ed è qui che la vicenda assume contorni difficilmente accettabili: le immagini mostrano un gol regolare sotto ogni punto di vista. Nessuna carica, nessuna irregolarità, solo un attaccante che fa il suo dovere.

Passeri rompe gli equilibri: “Così non è calcio”

Una sequenza di decisioni che ha fatto perdere la pazienza anche a chi, solitamente, mantiene toni pacati. Il presidente Massimo Passeri, raramente sopra le righe, questa volta non è rimasto in silenzio. Nelle prossime ore farà sentire la propria voce in Lega, deciso a tutelare il club e a chiedere spiegazioni ufficiali.

La sensazione, sempre più diffusa, è che l’Ascoli sia finito nel mirino di una serie di decisioni arbitrali difficili da comprendere e, soprattutto, da giustificare.

Un club corretto che merita rispetto

Ed è questo l’aspetto che fa più male. L’Ascoli non è una società sopra le righe, non alimenta polemiche preventive, non cerca alibi. Al contrario, ha lavorato per riportare entusiasmo allo stadio, offrendo partite combattute, correttezza in campo e un rapporto sano con tifosi e istituzioni.

Perdere per errori propri è legittimo e fa parte del calcio. Perdere per decisioni altrui, invece, genera frustrazione e mina la credibilità del sistema.

Ora servono risposte, non solo scuse

Il punto non è cambiare il risultato di una partita, ma pretendere uniformità di giudizio, chiarezza e responsabilità. Perché senza fiducia nelle regole, il calcio perde la sua essenza.

E ad Ascoli, oggi più che mai, il silenzio non basta più.

Il gol annullato a Gori
Sezione: News / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 10:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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