La vittoria per 1-0 dell’Ascoli contro il Benevento porta inevitabilmente la firma di Matteo Brunori, autore del rigore decisivo all’84’. Ma dietro quei tre punti c’è anche la mano evidente di Francesco Tomei, capace di leggere una partita complicata e modificarla attraverso la panchina.

Il tecnico non si è accontentato della superiorità numerica dopo l’espulsione di Prisco. Quando ha capito che il Benevento si stava chiudendo sempre di più, ha cambiato contemporaneamente diversi interpreti offensivi, aumentando qualità, freschezza e imprevedibilità. 

Tomei non aspetta: triplo cambio e Ascoli trasformato

Il momento tatticamente più significativo arriva poco dopo l’inizio della ripresa.

Al 53’ Tomei cambia Gori, Perciun e Silipo, inserendo contemporaneamente Brunori, Chakir e De Pieri. Non un semplice cambio uomo per uomo, ma una scelta precisa per dare un volto differente all’attacco. 

Il Benevento, rimasto in dieci, aveva abbassato ulteriormente il proprio baricentro e gli spazi erano diventati più difficili da trovare.

Tomei avrebbe potuto aspettare.

Ha invece scelto di intervenire immediatamente.

Ed è proprio questa capacità di riconoscere quando una partita sta cambiando che può trasformarsi in uno dei principali punti di forza dell’Ascoli.

Chakir entra e crea subito pericolo

Gli effetti dei cambi sono quasi immediati.

Pochi minuti dopo il suo ingresso, Chakir costruisce una delle occasioni più importanti della ripresa, costringendo Vannucchi all’intervento. Poco dopo l’Ascoli ottiene anche un calcio di rigore, inizialmente assegnato e poi cancellato dopo la revisione VAR. 

Il gol non arriva subito, ma cambia la sensazione della partita.

L’Ascoli aumenta la pressione, porta più uomini negli ultimi metri e costringe il Benevento a difendere sempre più vicino alla propria porta.

I nuovi entrati hanno fatto esattamente ciò che Tomei chiedeva.

Brunori completa il piano dell’allenatore

Alla fine è proprio uno dei giocatori inseriti dalla panchina a decidere il match.

Corradini si inserisce nell’area avversaria e subisce il fallo che porta al rigore dell’84’. Sul dischetto si presenta Brunori, che non sbaglia e regala all’Ascoli il secondo successo stagionale. 

Il centravanti si prende naturalmente la copertina, ma il suo gol rappresenta anche la conferma della bontà della scelta di Tomei.

L’allenatore aveva bisogno di maggiore esperienza e qualità negli ultimi metri.

Ha scelto Brunori.

Ed è stato proprio Brunori a risolvere la partita.

De Pieri, la sorpresa che Tomei sta costruendo

Tra i protagonisti della ripresa c’è anche Giacomo De Pieri.

Tomei ha parlato pubblicamente delle qualità del giovane, sottolineando però la volontà di inserirlo gradualmente e senza caricarlo di responsabilità eccessive. 

È un altro aspetto interessante della gestione bianconera.

Il tecnico non sta soltanto scegliendo una formazione.

Sta costruendo una rosa nella quale anche chi parte dalla panchina deve sentirsi parte del progetto.

Contro il Benevento questa filosofia ha prodotto risultati concreti.

La panchina diventa una vera arma

Brunori, Chakir e De Pieri hanno dato nuova energia all’attacco. Successivamente Tomei ha inserito anche Acampora e, nel finale, Gattoni per proteggere il vantaggio. 

Significa avere alternative, ma soprattutto saperle utilizzare.

Una rosa profonda diventa realmente un vantaggio soltanto quando l’allenatore riesce a individuare il momento corretto per effettuare i cambi.

Tomei sta dimostrando di avere questa sensibilità.

Ed è un aspetto che può diventare decisivo in una Serie B nella quale moltissime partite vengono risolte negli ultimi trenta minuti.

Tomei difende anche Gori

Un’altra indicazione importante arriva dalle parole dell’allenatore dopo il match.

Nonostante Brunori abbia segnato il gol decisivo entrando dalla panchina, Tomei ha sottolineato la grande partita giocata da Gori, evitando di trasformare immediatamente il risultato in una bocciatura del centravanti titolare. 

È una gestione intelligente.

La concorrenza deve aumentare il livello della squadra, non produrre tensioni.

Brunori può essere decisivo entrando, Gori può restare fondamentale dall’inizio. E le gerarchie possono cambiare in funzione delle partite.

Il vero DNA dell’Ascoli di Tomei

Il concetto più significativo espresso dal tecnico riguarda però l’identità.

Tomei vuole mantenere il DNA dell’Ascoli: umiltà, ma anche volontà di dominare le partite. Ha inoltre ricordato che sette punti in tre giornate sono soprattutto un bottino utile per costruire la salvezza, frenando l’entusiasmo e mantenendo il gruppo concentrato. 

È probabilmente questo equilibrio tra ambizione e prudenza a rendere interessante il suo lavoro.

L’Ascoli non gioca come una squadra che vuole soltanto sopravvivere.

Ma allo stesso tempo il tecnico evita di trasformare l’ottima partenza in pressione inutile.

Tomei può essere il vero valore aggiunto

Sette punti nelle prime tre giornate raccontano un Ascoli competitivo, ma la qualità della rosa da sola non basta per spiegare tutto.

Contro il Benevento Tomei ha dimostrato ancora una volta di saper leggere la partita, intervenire senza paura e utilizzare la profondità della panchina.

Il triplo cambio ha dato all’Ascoli maggiore qualità offensiva. Chakir ha creato pericoli, De Pieri ha aumentato l’imprevedibilità e Brunori ha segnato il gol decisivo.

Non è sempre possibile prevedere quale sostituzione cambierà una partita.

Ma un allenatore può creare le condizioni perché questo accada.

Ed è proprio ciò che Francesco Tomei sta facendo: non soltanto scegliendo undici giocatori, ma costruendo un Ascoli nel quale anche le mosse dalla panchina possono diventare decisive.

Se questa capacità continuerà a emergere durante la stagione, il vero valore aggiunto del Picchio potrebbe trovarsi proprio davanti alla panchina.

Sezione: News / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 18:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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