Nel calcio moderno è sempre più evidente come gli allenatori, soprattutto nelle situazioni più controverse, debbano scegliere con attenzione dove indirizzare le proprie energie. Il dialogo con i giocatori, la gestione emotiva del gruppo e la lucidità nei momenti chiave contano spesso più delle proteste reiterate verso la direzione arbitrale. Una lezione che, in casa Ascoli Calcio, si è trasformata in un tema centrale della stagione.

Tomei, il tecnico più colpito dai provvedimenti

Il volto simbolo di questa situazione è senza dubbio Tomei. L’allenatore bianconero è stato tra i più bersagliati del campionato dal punto di vista disciplinare, pagando a caro prezzo un atteggiamento spesso impulsivo nelle fasi più calde delle partite.

Il bilancio è pesantissimo:

due cartellini rossi per proteste,

nove giornate di squalifica in campionato,

altre due giornate di stop in Coppa Italia.

Totale: undici giornate di squalifica complessive in una sola stagione.

Numeri che raccontano meglio di qualsiasi analisi quanto il rapporto con la classe arbitrale sia diventato un problema strutturale.

Un’assenza che pesa anche dalla panchina

Le squalifiche non sono solo una statistica. Sono assenze concrete, che si riflettono sulla gestione delle partite. Tomei, anche domenica prossima contro il Perugia Calcio, sarà costretto a seguire la gara dalla tribuna, privando la squadra della sua presenza diretta in panchina.

In un momento delicato della stagione, con punti pesanti in palio, rinunciare alla guida dell’allenatore a bordo campo significa perdere una voce, un riferimento, un correttivo immediato nelle fasi più concitate.

Protestare o guidare? Il confine sottile

Il tema non è negare il diritto di protestare davanti a decisioni discutibili. Gli episodi arbitrali fanno parte del gioco e il nervosismo è comprensibile. Ma quando le proteste diventano sistematiche, il rischio è quello di spostare l’attenzione dal campo alle sanzioni, creando un danno che va oltre l’episodio singolo.

Oggi il calcio chiede agli allenatori di essere sempre più gestori di uomini, mediatori emotivi, punti di equilibrio. Ogni espulsione, ogni squalifica, sottrae qualcosa alla squadra.

Un campanello d’allarme per il finale di stagione

Con l’Ascoli ancora in corsa per obiettivi importanti, questa lunga serie di squalifiche rappresenta un campanello d’allarme. Ritrovare serenità e autocontrollo sarà fondamentale per evitare ulteriori assenze e per concentrarsi esclusivamente su ciò che conta davvero: i risultati.

Tomei ha dimostrato carattere e passione. Ora, però, il passo successivo passa dalla gestione della rabbia, perché l’Ascoli ha bisogno del suo allenatore più in panchina che in tribuna.

Sezione: News / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 19:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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