Nel momento più delicato della stagione, in casa Ascoli la linea resta chiara e coerente. A ribadirla è il direttore sportivo Matteo Patti, che ha offerto una lettura lucida e per nulla banale sul rendimento dei bianconeri tra gare casalinghe e trasferte.

Nessuna distinzione netta, nessun alibi legato al fattore campo. Per Patti, la chiave è un’altra.

“L’identità viene prima di tutto”

“Non faccio distinzione fra partite in casa e fuori”, ha spiegato il ds bianconero. Una frase che fotografa bene la filosofia che l’Ascoli sta cercando di portare avanti. L’obiettivo è costruire una squadra riconoscibile, capace di esprimere lo stesso atteggiamento e gli stessi principi indipendentemente dallo stadio in cui scende in campo.

Secondo Patti, infatti, l’Ascoli ha già un’identità “ben chiara e definita”, frutto del lavoro quotidiano e delle scelte tecniche fatte nel corso della stagione. Un’identità che non deve cambiare a seconda del contesto, ma che va rafforzata nei momenti chiave della partita.

Il peso degli episodi

Il punto centrale dell’analisi del direttore sportivo riguarda però gli episodi. “Credo piuttosto agli episodi che possono indirizzare una partita”, ha sottolineato Patti. Un riferimento chiaro a quelle situazioni — un’occasione sfruttata o sprecata, un errore, una palla inattiva — che spesso decidono l’esito di una gara più del possesso palla o del numero di tiri.

Ed è proprio su questo aspetto che l’Ascoli è chiamato a crescere: “Dobbiamo migliorare nell’indirizzare la gara”. Tradotto: essere più cinici, più lucidi nei momenti decisivi, più capaci di trasformare l’equilibrio in vantaggio.

Una crescita mentale prima ancora che tecnica

Le parole di Patti non suonano come una critica, ma come una richiesta di maturità. L’Ascoli, secondo la dirigenza, ha le basi per competere con chiunque, ma deve fare un salto di qualità nella gestione dei momenti cruciali, soprattutto in partite bloccate o sporche.

È lì che si costruiscono i risultati, più che nella differenza tra casa e trasferta.

Un messaggio chiaro alla squadra

Il messaggio è diretto anche allo spogliatoio: continuare a credere nella propria identità, senza snaturarsi, ma al tempo stesso imparare a prendere il controllo emotivo e tattico delle partite. Perché nel calcio moderno, come ribadisce Patti, spesso non vince chi gioca meglio, ma chi sa leggere e sfruttare meglio gli episodi.

Sezione: News / Data: Ven 06 febbraio 2026 alle 20:12
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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