Un altro capitolo di storia è stato scritto, con pagine ricche di svariati eventi ed episodi, e rigorosamente a tinte bianconere. Bianco come i periodi di pace e gioia, nero come gli eventi tristi, funesti e di preoccupazione. Bianco nero su carta, e rosso riscossa, come quella scintilla ultraterrena, che ha infiammato i calzettoni dei calciatori nelle partite della salvezza.

È stato l’anno degli alti e bassi. Primi in classifica a settembre, dopo un roboante precampionato, che faceva sognare le cento torri con vista orizzonte gloria. E poi tutto è precipitato lentamente, con la sconfitta casalinga contro il Pescara, con la débâcle di Benevento, con il gol del portiere dello Stabia al 95°. E poi di nuovo su, direttamente dall’Inferno, con l’illusione di toccare di nuovo il Paradiso, per ritrovarsi di nuovo ad elemosinare sulle disgrazie altrui.

È stato l’anno dei 4 allenatori. Dal giovane promettente Zanetti che si è consumato come una candela, sotto i colpi di uno spogliatoio ribelle, a Stellone che è naufragato con tutta l’apatia della squadra di inizio anno, al così breve sogno di belle speranze del rosso Abascal, a Dionigi che con una scossa furiosa ha riacceso la luce nel cuore e nell’orgoglio di calciatori ormai spenti. Carica, urla e fiducia in sé e nei suoi calciatori. Umiltà e aggressività. Ciò che sempre ci contraddistingue. Grazie Leonida Dionigi.

È stato l’anno di calciatori bravi ma maturi solo in parte. Dall’inizio con capitan Ardemagni, che lotta, sanguina, ma segna poco e tra un rinfaccio e un altro se ne va. Della freccia nera e negligente Da Cruz, del Ninkovic genio e follia, ma che è sulla via della consacrazione, e che ci ama. Di Cavion che corre con moto perpetuo alternato a lampi di classe da applausi, di un Morosini che scende di categoria per ritrovarsi, di un Trotta che se cavalca li supera tutti, di uno Scamacca che va ad intermittenza, esplosione e cilecca, cosi come un po' tutta la squadra di quest’anno.

È stato l’anno dei misteri e della confusione. In pieno stile degno della terra siciliana, si dimettono Tosti e Ciccoianni, Tesoro viene fatto fuori, Lovato dietro a lui, cambiano i vertici e gli allenatori cosi come corrono le nuvole in cielo a primavera, stagione del bello e cattivo tempo. Un Patron che l’ha spuntata ed ha avuto ragione, ma che è andato in confusione molto spesso, nonostante alla fine abbia dimostrato gran lucidità. La fortuna va e viene, e con certi meccanismi societari non si scherza. Da non ripetere!

È stato l’anno della pandemia e degli stadi deserti. Ciò ci accomuna con la tristezza di tutto il mondo. Ma chi avrebbe creduto che il Picchio ce l’avrebbe fatta senza il calore dei suoi tifosi sugli spalti? Forse è proprio questa la più piacevole sorpresa. Dovevamo aver fiducia nei nostri calciatori, anche senza potergli stare accanto. Fiducia ripagata e un grazie infinito. Fidarsi è la base di ogni rapporto nella vita come negli affari, nell’amore e nell’amicizia.

È stato l’anno dell’addio alla Sud. Tristis in fundo. Perché è lì che vive il nostro cuore e che ora è volato in Cielo dal suo Costruttore. È lì che sono riposti a mosaico i nostri ricordi, che restano colorati e dislocati nelle memorie di ogni tifoso. È lì che dovremmo ricostruire il nostro Tempio. Quel posto speciale, dove tutti noi ci amiamo anche se a volte neanche ci conosciamo.

Si è chiuso così agli inizi di agosto il tormentato 23° capitolo del campionato di B del Picchio. Ventitré volumi di una storia d’amore, che si aggiungono ai 16 di gloria di A. Perché se la B rappresenta quell’amore viscerale, e la A quel sogno proibito, ma realizzato tante volte, l’autore di questo splendido libro della Storia dell’Ascoli Calcio, non è dotato di una singola mano che impugna una penna, ma di infinite dita di infinite persone. Tutte quelle che amano l’Ascoli Calcio e da esse traggono ispirazione.

Perché Noi Siamo La Storia.

Noi, quel pronome personale che è l’unico che ha la potenzialità di racchiudere tutti gli altri. Noi tutti, squadra, società e tifo, scriveremo anche le pagine del 24° Capitolo di Serie B del Picchio, il cui volo continua ancora.

#noisiamolastoria

Sezione: Copertina / Data: Dom 02 agosto 2020 alle 11:18
Autore: Massimo Virgili
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