La vittoria per 1-0 contro il Benevento vale molto più dei tre punti per l’Ascoli. Il rigore trasformato da Matteo Brunori all’84’ ha deciso il risultato, ma sono soprattutto le statistiche della partita a raccontare quanto stia crescendo la squadra di Francesco Tomei.
Il dato più significativo è netto: 57,1% di possesso palla per l’Ascoli, 12 conclusioni contro 4 e soprattutto quattro tiri nello specchio contro zero del Benevento. I bianconeri hanno inoltre battuto sette calci d’angolo contro cinque.
Numeri che iniziano a descrivere qualcosa di più di una neopromossa partita bene. Raccontano una squadra organizzata, ambiziosa e capace di provare a comandare le partite.
Il 57,1% di possesso non è un dato casuale
L’Ascoli non ha scelto di affrontare il Benevento aspettando nella propria metà campo.
La formazione di Tomei ha cercato di controllare il pallone, costruire l’azione e spostare progressivamente gli avversari verso la propria area.
Chiudere con il 57,1% di possesso conferma l’identità che il tecnico vuole dare al Picchio.
Tomei non sembra intenzionato a trasformare l’Ascoli in una squadra che pensa soltanto a difendersi perché appena tornata in Serie B.
Vuole invece mantenere coraggio e capacità di proporre calcio.
Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più incoraggianti delle prime giornate.
Dodici tiri contro quattro
Il possesso avrebbe poco significato senza produzione offensiva.
Contro il Benevento l’Ascoli ha invece concluso 12 volte, triplicando praticamente i quattro tentativi complessivi degli ospiti. Quattro conclusioni bianconere hanno trovato lo specchio della porta.
Il risultato finale di 1-0 può quindi risultare persino riduttivo rispetto alla quantità di gioco prodotta.
Nel primo tempo Gori è andato vicino al gol in più di un’occasione, mentre nella ripresa Tomei ha aumentato ulteriormente il potenziale offensivo inserendo Brunori, Chakir e De Pieri.
La rete è arrivata soltanto nel finale, ma l’Ascoli non ha mai smesso di cercarla.
Zero tiri in porta concessi: il dato più importante
Se il possesso racconta la personalità, lo zero nella casella dei tiri in porta del Benevento racconta la solidità.
Vitale non ha dovuto effettuare parate su conclusioni nello specchio perché davanti a lui la squadra ha praticamente cancellato le principali fonti offensive degli avversari.
Curado e Rizzo hanno dato sicurezza al centro della difesa, mentre Milanese e Guiebre hanno completato una linea capace di accompagnare l’azione senza perdere equilibrio. Davanti alla retroguardia, Corradini e Damiani hanno contribuito a proteggere la zona centrale.
È una struttura che sta iniziando a funzionare.
L’espulsione ha aiutato, ma l’Ascoli era già dentro la partita
Naturalmente bisogna considerare l’espulsione di Prisco al 41’, che ha costretto il Benevento a disputare tutta la ripresa in inferiorità numerica.
Sarebbe però sbagliato utilizzare questo episodio per ridimensionare completamente la prestazione bianconera.
Già prima del cartellino rosso, l’Ascoli aveva creato le occasioni migliori e provato a imporre il proprio gioco.
Paradossalmente, come sottolineato anche da Tomei, la superiorità numerica ha reso alcuni momenti più complicati perché il Benevento si è chiuso ulteriormente, riducendo gli spazi.
L’Ascoli ha avuto quindi bisogno anche di pazienza.
Una squadra che non perde la testa
È forse questo l’aspetto che differenzia maggiormente una formazione promettente da una squadra già competitiva.
Il gol non arrivava.
Il Benevento difendeva basso.
Il pubblico aspettava lo sblocco della partita.
L’Ascoli avrebbe potuto iniziare a forzare giocate e perdere equilibrio. È accaduto il contrario.
Brunori ha spiegato come la squadra sia stata brava a non cadere nella frustrazione, continuando a lavorare fino a trovare l’episodio decisivo.
All’84’ Corradini ha conquistato il rigore e Brunori lo ha trasformato.
Tre punti costruiti con pazienza prima ancora che con qualità.
Tomei sta costruendo un Ascoli completo
Sette punti nelle prime tre giornate attirano inevitabilmente l’attenzione sulla classifica.
Ma Tomei continua a frenare.
Il tecnico ha ricordato come questo bottino serva principalmente a costruire la permanenza nella categoria e come il campionato sia ancora lunghissimo.
Eppure i numeri iniziano a suggerire qualcosa di interessante.
L’Ascoli non sta semplicemente raccogliendo punti attraverso episodi favorevoli.
Sta mostrando possesso, produzione offensiva, capacità di limitare gli avversari e profondità della rosa.
Le statistiche raccontano una squadra vera
Il dato conclusivo è forse il più semplice.
57,1% di possesso, 12 tiri contro 4, quattro conclusioni nello specchio contro zero e tre punti conquistati.
Non significa che l’Ascoli sia già pronto per obiettivi diversi dalla salvezza.
Significa però che il Picchio sta dimostrando di avere una struttura da Serie B.
Il successo sul Benevento non è stato soltanto il rigore di Brunori.
È stato il risultato di una squadra capace di comandare, creare, difendere e aspettare il momento giusto.
Ed è proprio questo che rende l’avvio dell’Ascoli così interessante: dietro i sette punti non c’è soltanto entusiasmo. Cominciano a esserci anche numeri da squadra vera.
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