L’Ascoli continua a vincere e, soprattutto, continua a crescere. Il successo per 1-0 contro il Benevento ha mostrato qualcosa che va oltre i sette punti conquistati nelle prime tre giornate di Serie B: la squadra di Francesco Tomei sta imparando a gestire anche quelle partite nelle quali il gol sembra non voler arrivare.

Contro i campani il Picchio ha dovuto aspettare fino all’84’, quando Matteo Brunori ha trasformato il rigore conquistato da Corradini, per sbloccare un match che rischiava di trasformarsi in una serata piena di rimpianti. 

La capacità di non perdere equilibrio e lucidità potrebbe essere uno dei segnali più importanti dell’ottimo avvio bianconero.

L’Ascoli crea ma il gol non arriva

La partita era iniziata con un Ascoli aggressivo.

Gori ha costruito subito situazioni pericolose, sfiorando il vantaggio già nelle prime fasi, mentre la squadra di Tomei ha provato con continuità ad assumere il controllo della gara. 

L’espulsione di Prisco al 41’ sembrava poter semplificare ulteriormente la situazione.

È accaduto quasi il contrario.

Il Benevento si è abbassato, ha ridotto gli spazi e ha costretto l’Ascoli ad affrontare un secondo tempo nel quale servivano soprattutto pazienza e qualità nella circolazione.

Lo stesso Tomei ha ammesso che, paradossalmente, la superiorità numerica ha reso più complicato trovare varchi. 

Nessuna frenesia nonostante lo 0-0

È qui che emerge la maturità.

Una squadra giovane e neopromossa avrebbe potuto farsi trascinare dalla necessità di segnare a tutti i costi.

Cross forzati, conclusioni affrettate, reparti allungati.

L’Ascoli ha invece continuato a costruire.

Brunori ha sottolineato proprio questo aspetto dopo il match: il Picchio è stato capace di non lasciarsi condizionare dalla frustrazione quando il Benevento ha chiuso praticamente tutti gli spazi. 

Una caratteristica tutt’altro che secondaria.

In Serie B moltissime partite restano in equilibrio fino agli ultimi minuti e perdere la testa può significare trasformare una possibile vittoria in un pareggio, o addirittura in una sconfitta.

Tomei cambia senza stravolgere

Francesco Tomei ha contribuito alla gestione del momento attraverso i cambi.

Al 53’ sono entrati Brunori, Chakir e De Pieri per Perciun, Gori e Silipo. Successivamente Acampora ha sostituito Damiani. 

Non una rivoluzione disperata, ma un tentativo di aggiungere freschezza e caratteristiche differenti mantenendo comunque una struttura chiara.

Chakir ha subito creato pericolo, mentre Brunori ha aumentato esperienza e presenza negli ultimi metri.

L’Ascoli ha continuato a spingere senza concedere campo al Benevento.

I numeri confermano il controllo

Le statistiche aiutano a capire perché il successo non possa essere considerato casuale.

L’Ascoli ha chiuso con il 57,1% di possesso palla, 12 conclusioni contro le quattro del Benevento e quattro tiri nello specchio contro zero. Anche il conto dei calci d’angolo, 7-5 per i bianconeri, conferma la maggiore presenza nella metà campo avversaria. 

Il problema non era quindi arrivare nei pressi della porta.

Era trovare il momento corretto per colpire.

E il Picchio ha saputo aspettarlo.

Corradini crea, Brunori non trema

All’82’ arriva finalmente l’episodio.

Corradini entra nell’area del Benevento e subisce il fallo di Kouan. Due minuti più tardi Brunori si presenta sul dischetto e realizza il gol dell’1-0. 

Una rete che vale molto anche dal punto di vista mentale.

Dopo oltre ottanta minuti senza riuscire a segnare, il nuovo attaccante ha avuto la freddezza necessaria per trasformare una delle occasioni più pesanti dell’intera partita.

È anche questa esperienza che può aiutare una squadra giovane a crescere.

Vincere 1-0 è un altro passo avanti

Le squadre che fanno campionati importanti non vincono sempre dominando e segnando tre reti.

Devono essere capaci anche di portare a casa partite sporche, bloccate o tatticamente complicate.

Contro il Benevento l’Ascoli ha dimostrato proprio questo.

Ha mantenuto il controllo, non ha concesso nemmeno un tiro nello specchio e ha aspettato fino all’84’ prima di trovare il gol decisivo. 

Significa iniziare a sviluppare una qualità che spesso pesa moltissimo nel corso di una stagione: sapere vincere anche quando tutto non funziona immediatamente.

Sette punti, ma Tomei mantiene i piedi per terra

Il tecnico continua comunque a frenare l’entusiasmo.

Tomei ha ricordato che sette punti dopo tre partite devono essere considerati soprattutto un passo verso l’obiettivo della permanenza nella categoria, sottolineando quanto il campionato sia ancora lungo. 

È probabilmente il messaggio corretto.

L’Ascoli non deve sentirsi arrivato.

Ma può iniziare a prendere coscienza delle proprie qualità.

Una maturità che può cambiare la stagione

La vittoria contro il Benevento non resterà probabilmente tra le più spettacolari dell’anno.

Potrebbe però diventare una delle più significative.

L’Ascoli ha dimostrato di saper aspettare, soffrire la mancanza di spazi senza perdere lucidità e colpire quando finalmente si è presentata l’occasione.

Per una neopromossa è un segnale enorme.

Sette punti in tre giornate rappresentano un ottimo bottino. Ma la vera notizia è forse un’altra: il Picchio sta iniziando a mostrare la maturità di una squadra che non ha bisogno di giocare la partita perfetta per riuscire a vincere.

Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 15:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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