L’Ascoli ha conquistato sette punti nelle prime tre giornate della Serie B 2026-27 e il dato inevitabilmente riporta alla memoria un altro grande avvio bianconero: quello della stagione 2022-23.
Quattro anni fa il Picchio partì con lo stesso bottino, conquistando due vittorie e un pareggio e ritrovandosi addirittura in testa alla classifica dopo la terza giornata.
Oggi Francesco Tomei ha replicato quel rendimento con una squadra appena promossa dalla Serie C. E proprio questa differenza rende il confronto particolarmente interessante.
La domanda è inevitabile: l’Ascoli 2026-27 può riuscire dove quello del 2022-23 non riuscì, trasformando una partenza eccellente in una stagione da playoff?
Nel 2022-23 l’Ascoli partì fortissimo
Il precedente è praticamente identico.
Nelle prime tre giornate della Serie B 2022-23, l’Ascoli batté 2-1 la Ternana, pareggiò 1-1 contro la SPAL e vinse poi 3-2 sul campo del Palermo. Sette punti, sei gol segnati e leadership momentanea della classifica.
Una partenza che aveva alimentato aspettative importanti.
Ma quel campionato dimostrò quanto la Serie B possa cambiare rapidamente.
Al termine delle 38 giornate l’Ascoli chiuse infatti dodicesimo con 47 punti, appena due lunghezze dietro l’ottava posizione occupata dal Venezia. Il bilancio finale fu di 12 vittorie, 11 pareggi e 15 sconfitte.
Il precedente offre quindi contemporaneamente entusiasmo e prudenza.
Sette punti dopo tre gare sono un segnale. Non una garanzia.
L’Ascoli di Tomei ha replicato il bottino
Anche il percorso attuale presenta due vittorie e un pareggio.
La squadra di Tomei ha debuttato vincendo 2-1 sul campo dell’Hellas Verona, ha pareggiato 1-1 contro la Carrarese e successivamente superato 1-0 il Benevento al Del Duca con il rigore realizzato nel finale da Matteo Brunori.
Il risultato è un Ascoli ancora imbattuto e a sette punti dopo tre giornate, nella parte altissima della classifica.
Per una neopromossa rappresenta già un risultato notevole.
Ma ciò che alimenta maggiormente l’ottimismo non è soltanto la quantità di punti conquistati.
È la maniera nella quale sono arrivati.
La differenza potrebbe essere nell’identità
L’Ascoli di Tomei sembra aver trasferito in Serie B molti dei principi che avevano caratterizzato la squadra nella categoria inferiore.
Palleggio, ricerca degli spazi, velocità e volontà di prendere il controllo della partita rimangono elementi riconoscibili. La stampa locale ha sottolineato come, nonostante siano cambiati campionato e avversari, l’identità della squadra sia rimasta evidente.
Questo può rappresentare una differenza sostanziale.
Essere neopromossi non obbliga necessariamente a costruire una squadra esclusivamente difensiva.
Tomei vuole un Ascoli coraggioso, capace di giocare e di imporre i propri principi anche contro formazioni teoricamente più attrezzate.
La vittoria di Verona è stata il primo messaggio.
Quella sul Benevento ha aggiunto un altro elemento: la capacità di vincere anche una partita bloccata.
La rosa sembra avere più soluzioni
Un altro fattore potenzialmente decisivo è la profondità.
Brunori ha risolto la sfida con il Benevento entrando dalla panchina. De Pieri e Chakir hanno dato nuove soluzioni offensive. Gattoni aumenta la concorrenza in difesa, mentre Acampora e Ricci offrono alternative in mezzo al campo.
Contro il Benevento Tomei ha schierato Vitale; Milanese, Curado, Rizzo e Guiebre; Corradini e Damiani; Silipo, Perciun e D’Uffizi dietro Gori, disponendo però di numerose alternative di livello tra i convocati.
In una stagione di 38 giornate, questa profondità può risultare decisiva.
Tomei però non vuole sentir parlare di playoff
L’allenatore sta facendo esattamente ciò che dovrebbe fare: spegnere qualsiasi eccesso di entusiasmo.
Dopo il Benevento ha spiegato che i sette punti devono essere considerati soprattutto utili per consolidare la categoria, ricordando quanto il campionato sia ancora lungo e come arriveranno inevitabilmente momenti di difficoltà.
Una posizione comprensibile.
L’esperienza del 2022-23 dimostra proprio che partire fortissimo non significa automaticamente restare in alto fino a maggio.
Il precedente insegna: serve continuità
Quattro anni fa l’Ascoli era primo dopo tre giornate, ma terminò dodicesimo.
È probabilmente questa la lezione più importante.
Non bisogna giudicare la stagione sulla partenza, ma sulla capacità di attraversare i momenti negativi senza perdere equilibrio.
Il nuovo Ascoli dovrà dimostrare di saper reagire alle prime sconfitte, agli infortuni, alle squalifiche e alle inevitabili settimane nelle quali il gioco funzionerà meno.
È lì che si capirà la vera dimensione della squadra.
Questo Ascoli può fare meglio del 2022-23?
La risposta, oggi, può essere soltanto: ha la possibilità di provarci.
I sette punti rappresentano esattamente lo stesso bottino del 2022-23, ma il contesto è differente.
Questa squadra parte con l’obiettivo di salvarsi, non con l’obbligo di arrivare ai playoff. Ha quindi meno pressione e può costruire il proprio percorso gradualmente.
Se a novembre o dicembre l’Ascoli continuerà a occupare la parte alta della classifica, allora gli obiettivi potranno essere ridiscussi.
Per il momento Tomei ha ragione a non guardare troppo avanti.
Ma il precedente storico rende l’avvio ancora più affascinante: l’Ascoli del 2022-23 partì con sette punti e poi mancò i playoff. Quello del 2026-27 ha gli stessi sette punti e una nuova opportunità per scrivere un finale diverso.
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